venerdì 30 settembre 2011

Stranieri, Pisapia lancia la raccolta di firme per cittadinanza e diritto di voto


Giuliano Pisapia e Basilio Rizzo lanciano la raccolta di firme (Liverani)
Giuliano Pisapia e Basilio Rizzo lanciano la raccolta di firme (Liverani)

MILANO - È iniziata con le firme del sindaco di Milano Giuliano Pisapia e del presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo la raccolta di firme per due proposte di legge di iniziativa popolare sui temi della cittadinanza e del diritto di voto per gli immigrati. Obiettivo dell'iniziativa «L'Italia sono anch'io», presentata giovedì a Palazzo Marino, è quello di raggiungere le 50 mila firme per ciascuno dei due documenti, affinché possano arrivare al vaglio del Parlamento. La prima proposta di legge va a riformare la legge sulla cittadinanza, sostituendo allo «ius sanguinis» (ovvero la cittadinanza trasmessa per via del sangue e quindi solo se si è figli di italiani) lo «ius soli» (è cittadino chi nasce in Italia). In particolare l'intenzione dei promotori - tra cui Acli, Arci, Cgil, Cisl e alcune associazioni di immigrati - è quella di una modifica della normativa vigente, in modo tale che chi nasce in Italia da almeno un genitore legalmente presente da un anno sia italiano, oltre a dare la possibilità di richiedere la cittadinanza non appena maggiorenne (per chi fa domanda entro i due anni successivi al compimento del 18esimo) a chi è nato in Italia o vi è arrivato entro il decimo anno di età. La modifica della legge coinvolgerebbe anche i sindaci, che potrebbero presentare una istanza al presidente della Repubblica per concedere la cittadinanza agli stranieri legalmente soggiornanti in Italia da 5 anni (attualmente ne occorrono 10).
IL VOTO - La seconda proposta chiede il diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni amministrative (Comuni, Province e Regioni) agli stranieri residenti regolarmente in Italia da 5 anni. I moduli per firmare sono disponibili agli uffici comunali di via Larga e nei nove Consigli di Zona. «È una bellissima iniziativa. Anche il nome è importante: "L'Italia sono anch'io"», ha dichiarato Pisapia. «Una nuova legge - continua il sindaco - della cittadinanza, perché la legge attuale è una legge vecchia, una legge superata che non tiene conto della realtà attuale, e una legge che preveda il diritto di voto amministrativo ai tanti stranieri che sono in Italia e che hanno una vita regolare, che lavorano, operano e studiano in Italia».

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