Visualizzazione post con etichetta Maroni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Maroni. Mostra tutti i post

venerdì 19 luglio 2013

D&G, MARONI: POSSONO SFILARE IN SPAZI REGIONE, NOSTRO METODO DIALOGO


(OMNIMILANO) Milano, 19 LUG - "Se Dolce e Gabbana avranno bisogno di spazio per le sfilate, siamo disponibili a mettere a disposizione gli spazi di Regione Lombardia". La proposta e' del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, intervenuto sulla polemica tra il Comune di Milano e Dolce e Gabbana, a margine di un incontro a Confcommercio. 
"Il metodo che noi usiamo e' il dialogo, sempre e con tutti - ha proseguito Maroni - mi ha sorpreso la reazione di Dolce e Gabbana nei confronti del Comune. Mi auguro che nell'interesse di tutti torni il dialogo, poi ognuno e' responsabile delle azioni che fa".

lunedì 27 maggio 2013

FISCO: MARONI, COTA E ZAIA A LETTA, RIVEDERE SISTEMA PER REGIONI SUPERANDO EQUITALIA = TRATTENERE 75% GETTITO TRIBUTARIO COMPLESSIVO NEL TERRITORIO


Roma, 27 mag. (Adnkronos) - Rivedere la fiscalita' delle Regioni "sia nei suoi profili organizzativi che nei suoi contenuti, anche con l'obiettivo di superare l'attuale sistema di riscossione fondato sulle competenze di Equitalia". E' quanto chiedono i governatori di Lombardia, Piemonte e Veneto, Maroni,Cota e Zaia, in una lettera consegnata questa mattina al presidente del Consiglio Enrico Letta e al vice premier Angelino Alfano, durante la riunione tra governo e Regioni. I tre governatori chiedono inoltre l'istituzione di un tavolo tra governo e Regioni per rivedere i meccanismi della fiscalita' regionale e delle Autonomie.

"Anche il presidente Giorgio Squinzi, durante l'annuale assemblea di Confindustria tenutasi pochi giorni fa -sottolineano i tre governatori- ha lanciato a nome di tutto il sistema produttivo, un disperato appello (che condividiamo) per chiedere al governo di intervenire per dare sollievo al Nord produttivo: ha evidenziato come il Nord sia sull'orlo del baratro economico ed ha chiesto che venga affrontata con decisione la questione settentrionale".

"Riteniamo sia giunto il tempo di definire un nuovo sistema fiscale che garantisca a ciascuna Regione la possibilita' di trattenere almeno il 75% del gettito tributario complessivo prodotto nel singolo territorio regionale: questo servira' a realizzare un sistema di maggiore equita' fiscale (soprattutto nei confronti delle Regioni del Nord) e, conseguentemente, realizzare una maggiore responsabilizzazione delle Regioni e delle Autonomie. Il risultato a cui puntiamo e' quello di spendere meno soldi pubblici per spenderli meglio. Siamo certi che vorrete condividere la necessita' e l'urgenza della nostra richiesta e per questo rimaniamo in attesa di una cortese e sollecita risposta", concludono Maroni, Cota e Zaia.

venerdì 11 gennaio 2013

Lombardia: Formigoni, con Maroni per non far vincere il centrosinistra


Lombardia: Formigoni, con Maroni per non far vincere il centrosinistra
(ASCA) - Milano, 11 gen - E' convinto ''di avere in mano la golden share'' capace di determinare l'esito del voto in Regione Lombardia. E cosi' Roberto Formigoni non sosterra' piu' la corsa di Gabriele Albertini per la conquista del Pirellone, appoggiando invece la candidatura di Roberto Maroni. ''Nessuna retromarcia, nessuna ambiguita' e nessun balletto'', ha assicurato il governatore lombardo uscente, che ha convocato la stampa per spiegare che in Lombardia ''abbiamo perso una battaglia politica, ma non per questo crolla il mondo''.

In principio, ha raccontato Formigoni, ''abbiamo suggerito al Pdl di conservare le alleanze tradizionali ma di candidare alla presidenza della Lombardia un moderato come Gabriele Albertini. Un progetto politico chiaro e forte sostenuto da ragioni che sono valide tutt'oggi perche' continuiamo a sostenere che il Pdl non dovrebbe consegnare la Lombardia alla Lega Nord che gia' governa Veneto e Piemonte. La scelta piu' saggia sarebbe stata quella di mantenere l'alleanza con la Lega Nord ma di assegnare la guida della Regione a un uomo del Pdl''.

Tutto e' cambiato con il patto siglato in via Romani tra Silvio Berlusconi e Roberto Maroni: ''Dopo l'accordo tra Pdl e Lega Nord - ha osservato Formigoni - avremmo anche potuto proseguire nella nostra battaglia personalistica che avrebbe portato con certezza non alla vittoria di Albertini, ma a quella del centrosinistra''. Ma l'obiettivo di Formigoni e del suo bacino elettorale e' quello di ''impedire la vittoria del centrosinistra in Lombardia''. Insomma, ha detto ancora Formigoni, ''la nostra battaglia mira a garantire il bene dei cittadini lombardi. Per questo daremo il nostro contributo allo schieramento che si e' posto come obiettivo quello di conservare le straordinarie riforme che abbiamo realizzato in questi anni''.

domenica 2 settembre 2012

Intercettazioni: Maroni, Napolitano dica tutto quello che sa

Chiavari, 2 set. (Adnkronos) - "Non c'e' privacy che tenga, Napolitano farebbe bene a dire tutto quello che sa e rendere noti i contenuti di queste telefonate". Lo ha detto l'ex ministro dell'Interno e segretario della Lega Roberto Maroni questo pomeriggio a Chiavari (Genova) prima di un incontro con i militanti leghisti a proposito delle intercettazioni delle telefonate del presidente della Repubblica Napolitano in merito alle trattative Stato-mafia.

mercoledì 2 maggio 2012

Imu, Cancellieri: sindaci siano responsabili Maroni rilancia: liberi dal pizzo di Stato

Roma - (Adnkronos/Ign) - Il ministro dell'Interno: ''Non dimentichino mai che portano la fascia tricolore e lavorano per gli interessi del Paese". Alfano: ''Togliere Ici sulla prima casa scelta giusta che rifaremmo''.

Roma, 2 mag. (Adnkronos/Ign) -"Ritengo che la problematica sia delicata, perché tocca la gente e quindi ci vuole molta attenzione e delicatezza quando si trattano queste cose. E l'avremo. Ma anche i sindaci, ufficiali di governo, hanno funzioni istituzionali, ed è bene che non dimentichino mai che portano la fascia tricolore e lavorano per gli interessi del Paese". Così il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, in merito alla protesta dei 500 sindaci sull'Imu, al termine della cerimonia della firma, al Viminale, del protocollo tra il ministero dell'Interno e l'Enel contro le infiltrazioni della criminalità organizzata.
"Quindi - rimarca Cancellieri - tutto quello che è attenzione al sociale e ai bisogni della gente va benissimo e siamo pronti con loro, ma non dimentichiamo che i sindaci sono un'istituzione, e la fascia tricolore ha un significato: i sindaci siano responsabili - è l'appello del titolare del Viminale - ho massima fiducia in loro e un eccellente rapporto. Comprendo le difficoltà, ma il senso dello Stato e della responsabilità - conclude Cancellieri - non deve venire meno".
Ma Roberto Maroni rilancia la crociata sulla sua pagina Facebook: "Sindaci guerrieri contro l'Imu. L'appuntamento per i nostri sindaci (vecchi e neo-eletti) è per il prossimo 25 maggio a Seriate, all'assemblea degli eletti, per decidere le azioni concrete da assumere per la protesta fiscale. Padania libera dal pizzo di Stato sulla prima casa".
Continua intanto il dibattito all'interno dei partiti. ''Togliere l'Ici sulla prima casa è stata una scelta giusta che rivendichiamo - ha detto il segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano - Lo rifaremmo domattina''. "Abbiamo già ottenuto che l'Imu si paghi in tre rate - ha aggiunto Alfano - Lavoreremo anche perché l'Imu possa essere una tantum".
Mentre il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, rispondendo ai giornalisti a Montecitorio sulla crociata anti-Imu promossa dalla Lega Nord, ha rimarcato che "l'Idv rispetta le leggi. Contesta quelle sbagliate e lotta per migliorarle". Così per l'Imu, "un balzello iniquo e ingiusto che va corretto". Ed è tornato a sottolineare come "l'Imu non si applichi alle fondazioni bancarie", ma sia prevista "per i contadini, le piccole e medie imprese e soprattutto i pensionati".

sabato 28 aprile 2012

Pdl-Lega: Maroni ad Alfano - "I militanti vogliono andare da soli"


Pdl-Lega: Maroni ad AlfanoI militanti vogliono andare da soli

(AGI) - Milano, 28 apr. - Roberto Maroni ha ribadito che la sede in cui Lega Nord decidera' le alleanze per il futuro e' il congresso federale del 30 giugno-1 luglio. Sara' una decisione "autonoma", ha spiegato il triumviro del Carroccio, stamane a Jesolo, respingendo, per ora al mittente, il 'pressing' di Angelino Alfano che ha aoerto a un rinnovo dell'alleanza. L'ex ministro dell'Interno ha poi confermato che, durante il tour elettorale che sta facendo in varie citta' del Nord, i militanti gli chiedono di andare da soli anche alle politiche del 2013.

PATTO BILANCIO UE E' SOPRUSO, FAREMO BATTAGLIA
"Mi auguro che il Parlamento italiano non lo ratifichi: su questo faremo una battaglia straordinaria". Cosi' Roberto Maroni sul patto di bilancio europeo. Durante un incontro pubblico, a Palazzo Marino, con Giuliano Pisapia e Giorgio Squinzi, il triumviro della Lega Nord ha definito il 'fiscal compact' un "vero e proprio sopruso che l'Europa sta facendo nei confronti degli Stati membri". Si tratta di un accordo "scellerato", perche' rappresenta "non solo la cancellazione della capacita' di gestione delle risorse da parte degli Stati membri, ma anche della sovranita' popolare". "Avremo un sistema europeo che governa persino la funzione fondamentale del Parlamento, come gestire i soldi dei cittadini", ha affermato. "Lasciamo ai nostri Paesi - ha detto - la decisione su come gestire i soldi dei nostri cittadini". "Se fossi francese non voterei Francois Hollande", ha aggiunto con riferimento al candidato socialista alle presidenziali francesi, risultato vittorioso al primo turno. "Ma - ha aggiunto - condivido quello che ha detto sul 'fiscal compact'". (AGI) .

martedì 10 gennaio 2012

Maroni in riguardo ok Cosentino


Mattino, Maroni: "'Non c'è alcun intento persecutorio e la Lega non è piú alleata con il Pdl. Rospi, quindi, non deve ingoiarne piú''. Cosi' al Mattino l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni riferendosi all'ok del Carroccio all'arresto per l'ex sottosegretario Pdl Nicola Cosentino.
L'esponente della Lega sottolinea che la decisione è stata presa ''serenamente'', dopo aver ''esaminato bene le carte'': ''i nostri due parlamentari che hanno letto quelle mille pagine - spiega - alla fine hanno convenuto che non c'e' nessun intento persecutorio contro Cosentino. L'unico aspetto da verificare perché non è compito della giunta o dell'Aula entrare nel merito delle accuse. E non vuol dire, sia chiaro, che questo ok alla richiesta dei magistrati si traduca in una colpevolezza per l'ex sottosegretario''.

martedì 27 dicembre 2011

Bergamo, Bossi, Calderoli e Maroni di nuovo sul palco. In nome della secessione


ALBINO (Bergamo) – La Lega di lotta si dà appuntamento in provincia di Bergamo, per tre giorni di festa in compagnia dei vertici del partito. Bossi, Maroni, Calderoli, assieme ai colonnelli e ai luogotenenti leghisti si alterneranno sul palco della seconda edizione del “Berghém frecc”, la manifestazione provinciale del Carroccio bergamasco, nelle sere del 27, 28 e 29 dicembre al centro sportivo di via Rio Re ad Albino. Sarà l’occasione per arringare la folla e rinverdire il sentimento padano, lanciando anatemi e maledizioni nei confronti del governo Monti che “è riuscito a distruggere l’Italia un anno prima dei Maya”, come si ironizza sulle pagine facebook dal 22 dicembre scorso, giorno dell’approvazione del decreto “salva-Italia” con il voto di fiducia al Senato, passato nonostante i fischi e la caciara sguaiata proposta dai parlamentari della Lega Nord.

Il clou dell’evento è atteso per il 29 dicembre, quando si concentreranno in un’unica serata gli interventi dei tre big del movimento: gli ex ministri Roberto Calderoli Roberto Maroni oltre ovviamente al Capo, Umberto Bossi. Una serata che si annuncia come la prima grande adunata dopo la fine dell’alleanza con Berlusconi, da mesi uno dei temi di maggiore imbarazzo della base leghista che da tempo sognava di poter tornare a cavalcare sulle ali della libertà verso orizzonti insperati.

C’è da scommetterci, la parola d’ordine della tre giorni bergamasca sarà ancora una volta “secessione”, rincorrendo quel vecchio sogno sfoderato da Bossi e compagni nei momenti di maggior difficoltà. Era stato così a metà degli anni novanta, dopo la fine del primo governo Berlusconi, quando la Lega, da sola contro tutto e tutti, ha incassato un successo senza precedenti. La speranza dei leghisti di oggi è ancora una volta quella di tornare a vincere e convincere, recuperando con qualche sermone ben assestato il terreno perduto nei tre anni passati per colpa dell’esperienza di governo. Per farlo è tornata a battere i vecchi temi sempre cari al popolo del Nord, incassando applausi al grido di “basta tasse”, “salviamo le pensioni” o “l’onda verde sta arrivando”.

Altri interventi politici di rilievo il 28 dicembre, quando sul palco saliranno il senatore Roberto Castelli e il governatore della regione Piemonte Roberto Cota. Nell’arco dei tre giorno è prevista la partecipazione di altri esponenti del partito, da Giacomo Stucchi a Paolo Grimoldi, passando per il consiglieri regionali Roberto Pedretti e Fabrizio Cecchetti.

Emblematica la dichiarazione di Cristian Invernizzi, segretario provinciale della Lega Nord di Bergamo che in vista della festa chiarisce: “Di fronte ad una manovra fatta solo di tasse e sacrifici come quella proposta dal Governo Monti c’è ben poco da festeggiare. L’iniziativa, quindi, sarà un’occasione anche per far conoscere le iniziative che la Lega Nord intende intraprendere sia a livello nazionale sia a livello locale, per fare in modo che ancora una volta non sia il Nord a pagare il prezzo più caro”.

lunedì 14 novembre 2011

Maroni lancia la Lega di lotta "L'opposizione è un balsamo"


L'ex titolare del Viminale conforma la volontà dei lumbard di non appoggiare il governo Monti: "Andare all’opposizione è un balsamo: allontana tentazioni ed inciuci"
"Andare all’opposizione è un balsamo: allontana tentazioni ed inciuci". Il ministro dell’Interno uscente, Roberto Maroni, si appresta a scrivere quella che lui stesso chiama una pagina bianca.
Il leghista Roberto Maroni
Il leg







Adesso che rispetto al Pdl sono state fatte scelte opposte, i lumbard si apprestano a contrstare il futuro governo Monti dai banchi dell'opposizione. Senza negare le "tensioni" interne alla Lega e ormai superate, in una intervista a Sky Tg24, l'esponente del Carroccio ribadisce il "no" al governo tecnico.
A Maria Latella che gli chiede se ha in mente di diventare capogruppo del Carroccio a Montecitorio al posto del "cerchista" Marco Reguzzoni, l'ex titolare del Viminale ha subito replicato con una battuta: "Io capogruppo? Mi ha dato una buona idea: vedremo". Quel che è certo è che anche la Lega naviga a vista. Prima vuole vedere l'organigramma del nuovo esecutivo, poi scandagliare il programma che Monti porterà alle Camere. Ad ogni modo Maroni non ha escluso, tuttavia, che si possa arrivare presto alle elezioni. D’altronde, ha fatto sapere, "la politica che viene commissariata da un governo tecnico deve tornare a svolgere suo ruolo, altrimenti non è democrazia". "Se come l’Europa chiede si cancelleranno addirittura le pensioni di anzianità voglio vedere come il Pd reagirà - ha continuato l'ex ministro leghista - o se verrà messa una superpatrimoniale voglio vedere se reggerà il Pdl".
Dopo la consegna delle dimissioni, Maroni ha sentito l'ex premier Silvio Berlusconi. "L’ho trovato provato, stanco demoralizzato ma è sempre gran combattente - ha spiegato il leghista - credo che si stia per chiudere un’epoca". Poi ha ricordato: "L’accordo Lega-centrodestra in 17 anni ha avuto momenti esaltanti: credo che si stia per chiudere una fase. C’è la prospettiva di continuare su nuove basi ma adesso si apre una pagina bianca, si gira pagina e si deve cominiciare a scrivere. Almeno a Roma il Pdl è in maggioranza e la Lega è all’opposizione. Non possiamo fare vinta che ciò non sia avvenuto". Maroni ci ha tenuto a sottolineare una nota di rammarico per quanto accaduto ieri sera: "E' stato un brutto spettacolo, vedere gente che offende, che sputa, che lancia di tutto. Non solo nei confronti di Berlusconi ma di una persona. Forse non sanno che la loro maggioranza politica avrà anche Berlusconi".

giovedì 22 settembre 2011

Chiavenna: Lega in festa, si attende il ministro Maroni


Bandiera della Lega Nord (Foto by belosio K1)

CHIAVENNA C'è anche il ministro dell'Interno Roberto Maroni fra i big del movimento invitati alla festa provinciale della Lega Nord di Chiavenna. Sabato e domenica lo stadio del ghiaccio ospiterà un'iniziativa incentrata su politica e momenti di divertimento. 

«Abbiamo portato la festa a Chiavenna nella certezza che il nostro sia un territorio da premiare per i risultati raggiunti negli ultimi anni», spiega il giovane segretario dei leghisti valchiavennaschi, Oreste Pozzoli. Sarà una due giorni di festa, ma anche di «riflessione su un momento particolarmente delicato per il Paese», aggiunge Pozzoli. Il programma è particolarmente ricco di appuntamenti. L'apertura della festa è fissata per le 18 di sabato e sarà seguita dalla cena con prodotti tipici alle 19 e dagli interventi dei politici alle 20. Domenica nel pomeriggio ci saranno i giochi popolari di un tempo, poi i leghisti si riuniranno a cena e ascolteranno un nuovo intervento di politici del movimento. 

Oltre ai leader locali, fra gli invitati spicca il ministro Maroni. Non è ancora certa la sua presenza, visto che eventuali impegni istituzionali potrebbero richiedere la sua permanenza a Roma. Ma i vertici valchiavennaschi del movimento sembrano fiduciosi. C'è molta attesa, infatti, da parte dei militanti, per i discorsi dei dirigenti in una fase complicata per il Paese e per il Governo, con le continue discussioni su possibili cambi di rotta della Lega. In occasione delle ultime comparse in Valchiavenna, i leader leghisti non hanno parlato in pubblico. Questa potrebbe essere un'ottima occasione per tornare a rivolgersi alla piazza. 

lunedì 12 settembre 2011

Maroni: Lauricella, "è stato assicurato alla giustizia un boss mafioso pericoloso e in forte ascesa“.


Maroni
12 settembre 2011 - 
Il ministro dell’Interno,Roberto Maroni, (nella foto) si è congratulato con il capo della polizia, prefetto Antonio Manganelli, per l’arresto di Antonino Lauricella, latitante dal 2005. A renderlo noto è il Viminale.
“Grazie all’eccellente lavoro investigativo della Squadra mobile di Palermo – sottolinea il ministro – ,è stato assicurato alla giustizia un boss mafioso molto pericoloso e in forte ascesa“.
Ecco, invece, il commento del senatore del Pdl, Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali:

L’arresto di Antonino Lauricella, detto Scintilluni, serva da monito a tutti. Lo Stato alla fine arriva e le latitanze non sono eterne. Le porte del carcere si apriranno per tutti i mafiosi ed i loro beni saranno confiscati. Siamo stanchi di questa prevaricazione orrenda della mafia che comprime tutte le libertà degli uomini e delle imprese ed uccide le speranze dei giovani siciliani. Per questo siamo accanto alle Forze dell’ordine ed alla Magistratura non con le parole ma coi fatti”.


http://palermo.blogsicilia.it/maroni-lauricella-boss-pericolo-e-in-ascesa/59199/

mercoledì 7 settembre 2011

Maroni attacca: «Patto di stabilità via a fine anno»

Zoom Foto
IL COMIZIO. A Concesio bagno di folla per il numero due della Lega
Il ministro dell'Interno sulla politica del rigore: «Aveva senso fino all'anno scorso, ora non più»


La presentazione è da stadio. «Chi non salta è un comunista». Roberto Maroni sorride e frena la standing ovation. È facile presentarlo come il castigametti della mafia. Quella è l'etichetta che probabilmente gli è più gradita. Fabio Rolfi la asseconda: «Ecco il massacratore dei mafiosi». Non basta: «Il miglior ministro che abbia avuto la Repubblica». Ancora Maroni si schermisce: fa piano con la mano. Come dire: calma ragazzi, state esagerando. 

LE VITTORIE sulla mafia le ricorda anche lui: «32 dei 35 superlatitanti catturati, otto al giorno compresi Natale e Pasqua. Vuole dire che siamo bravi ma che i mafiosi sono anche tanti». È già clima da aneddoto, il ministro non ne farà mancare. Comunque, non ci sta a fare il Clint Eastwood che fa fuori un mafioso dietro l'altro. È uno mite: «Non farei male neppure ad una mosca». Al palasport di Concesio, tra la platea di militanti e il palco di sindaci e amministratori leghisti è un altro il tema che gli preme: il patto di stabilità. Sa che i territori vanno rassicurati, forse in parte riconquistati se il trend dei sondaggi elettorali ha qualche valore. E allora promette: «Per la fine dell'anno riscriveremo il patto di stabilità, perchè non esiste che i comuni che hanno governato bene la spesa non possano spendere come chi a creato i buchi». Annuncia che non ha tempo da perdere: «la settimana prossima convocherò sindaci e presidenti delle province. Tutti al ministero dell'Economia». Già perchè sa che non si fa nulla senza Tremonti. E sa anche che il problema sarà proprio convincere lui, il superministro, l'ex amico della Lega. Ma Maroni non dispera: «Ho qualche arma per convincerlo - sussurra -. E non vuol dire che lo farò arrestare». Di patto di stabilità parla e tanto, ma non di manovra. Quella la elude nel Palasport ma anche fuori davanti a microfoni e taccuini. Lì alle domande sull'incontro di ieri Bossi-Tremonti o sul tiraemolla sulle misure finaziarie, la risposta è sempre uguale: «Me ne faccia un'altra di domanda». Non concede nulla, neppure un «penso solo ai prossimi sei mesi» riferito ad eventuali addii a Berlusconi, detto a Cernobbio e che ha dato la stura a qualche dietrologia. Ieri a Concesio non ha rischiato nulla. Meglio il sicuro «no comment». Se proprio si deve parlare di economia, c'è il patto di stabilità che fa piangere i sindaci del Nord. «Una grande classe politica, fatta di una pasta diversa da quelli che mi chiamano tutti i giorni per ragioni di poltrone e promozioni. Mica come i sindaci leghisti, concreti, che chiedono sicurezza e non hanno a che fare con le cose vergognose che si leggono sui giornali». Gente retta, un po' come Martinazzoli deve aver pensato Maroni. «Ho conosiuto Martinazzoli - risponde ad una giornalisita - un punto di riferimento per molti e un insegnamento morale ancor più necessario oggi che la politica registra continuamente episodi di degrado etico». La convivenza con gli alleati non è tutta rose e fiori, si capisce: «Rimanere al governo accettando tutto quello che abbiamo accettato in questi anni non è stato facile», ammette. L'assessore provinciale Bontempi la spiega così: «Pensate che fine avrebbe fatto la lotta alla criminalità organizzata se al posto di Maroni ci fosse stato per esempio Pisanu». E qualche sindaco tira fuori la ricetta infallibile, il sogno panpadano: «Pensate se la Lega Nord avesse il 51 per cento dei consensi...». 
MA MARONI ha mandato giù anche dall'opposizione. «Mi hanno accusato di omicidio plurimo per la politica contro l'immigrazione. Io che non farei male ad una mosca. In molti dibattiti ho dovuto mangiarmi la lingua per non rispontere male, ma ho fatto bene a mantenere la calma. L'importante sono i risultati». Deluso anche dall'Europa, «quella che quando sono andato a chiedere aiuto per gli sbarchi dei profughi mi hanno risposto di arrangiarmi». Non è questa l'Europa che sognava Maroni. «Già perchè non sono contro all'Europa, come non lo è la Lega». Un luogo comune, da cui vuole sgombrare il campo. La Lega per lui è perfino protoeuropea: «Ma la nostra Europa è quella delle genti e delle regioni - chiarisce -, non quella dei burocrati e dei banchieri». Quella cioè che dice «arrangiatevi» quando si tratta di immigrazione, e dice di «non spendere un euro anche se i comuni del Nord hanno 40miliardi di residui di cassa». E la politica di rigore dell'ex amico Tremonti che fine deve fare? «Il patto di stabilità aveva senso fino all'anno scorso, ora non più. Non è da buttare, solo da modificare». Maroni l'ha promesso: lo farà «entro la fine dell'anno».


martedì 6 settembre 2011

Maroni: «Io lo sciopero non lo faccio»

BRESCIA - «Io non lo faccio». Con questa laconica risposta il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha replicato ai giornalisti che gli hanno chiesto un giudizio sullo sciopero di domani proclamato dalla Cgil.
Interpellato sull'incontro che si è svolto oggi in via Bellerio tra il leader della Lega e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e sulla questione dell'Iva, il ministro ha preferito non rispondere, limitandosi ad un ripetuto: «Altre domande?».
Sacconi: «Il Pd segue solo la Cgil e non gli altri sindacati» - Il Partito democratico andrà in piazza domani per lo sciopero generale seguendo «ancora una volta» soltanto la Cgil e non le posizioni degli altri sindacati. Lo ha sottolineato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, in un'intervista al Tg1. «Mi colpisce - ha detto - che il Pd ancora una volta sia guidato solo dalla Cgil, ascolti solo la Cgil tra tutte le parti sociali, e non ascolti Cisl, Uil e tutte le altre organizzazioni».
Cicchitto: «Il momento è serio, lo sciopero è un gravissimo errore» - «Questo momento è assai serio, richiede un grande senso di responsabilità da parte di tutti, maggioranza e opposizione. Lo sciopero generale di domani da parte della Cgil è un errore gravissimo». Lo ha dichiarato in una nota il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.
Della Vedova: «Lo sciopero della Cgil è politico» - Lo sciopero generale indetto dalla Cgil domani è «politico» e «non ha una prospettiva». Ne è convinto il capogruppo alla Camera di Fli, Benedetto Della Vedova, che ha auspicato che il sindacato guidato dalla Camusso possa «cambiare passo».
Lo sciopero di domani, secondo Della Vedova, «è un errore. La Cgil fa un gioco suo, ma è un'iniziativa che non può aggiungere un granello di soluzione ai problemi. Domani sarà un piccolo problema in più per gli italiani». «Lo sciopero - ha aggiunto il rappresentante di Fli - non ha una prospettiva, è uno sciopero politico. Mi auguro che prima o poi la Cgil riesca a cambiare passo e il sindacato italiano nel suo complesso possa cambiare passo».

domenica 4 settembre 2011

Maroni:lotta Comuni contro evasione


FOTO LAPRESSE
11:54 - "Penso che si possano applicare ai Comuni le stesse prerogative in materia di contrasto all'evasione di quanto già hanno sulla sicurezza". Lo ha ribadito Roberto Maroni, a margine del workshop Ambrosetti di Cernobbio. Il ministro dell'Interno ha poi aggiunto: "Io non sono contro lo sciopero della Cgil di martedì, ma credo sia inutile". "I sindacati - ha concluso - possono fare ciò che vogliono".

giovedì 1 settembre 2011

Entro l’anno saranno 30.000 gli extracomunitari rimpatriati


In questi ultimi mesi sono arrivati in Italia 57.000 profughi: 13.000 sono stati già rimpatriati e si prevede di arrivare a quota 30.000 entro l’anno.
Ministro Roberto Maroni - Meeting Rimini 2011Lo ha riferito il ministro dell'Interno Roberto Maroni, intervenuto al Meeting di Rimini al dibattito sul tema 'Mare Nostrum'. La valutazione delle richieste di asilo, ha spiegato, «viene effettuata con un rigore non persecutorio, così da garantire a chi ha il diritto di restare in Italia di farlo, e a chi invece non ce l'ha, di essere rispedito a casa propria». Un rigore che, secondo Maroni, funziona «come deterrente rispetto a chi non ha il diritto di chiedere asilo». 
Analizzando il fenomeno migratorio proveniente dalle coste del Nord Africa verso il nostro paese, Maroni ha riferito che si tratta di «un fenomeno complesso» che appena l’anno scorso sembrava vantare risultati straordinari con una riduzione statistica del 90%. Poi, ha osservato Maroni, «con la Primavera Araba è cambiato il mondo». «Per me adesso – ha proseguito - c'è una drammatica emergenza umanitaria. Questa gente vede l'Ue attraverso l'Italia come il paradiso dove tutto è permesso e dove arrivare. E così si è creato il fenomeno immigratorio massiccio che ha portato gli sbarchi a Lampedusa». Nonostante la complessità della situazione, l'Italia ha messo a punto un modello basato su tre linee guida: l'accoglienza, la sicurezza e le relazioni internazionali. «Il nostro modello di accoglienza - ha spiegato Maroni - è una best practice in Europa» e Lampedusa, pur essendo una piccola realtà locale, ha fronteggiato gli sbarchi. Ma, ha sottolineato il ministro, l'Europa deve capire che non può essere soltanto l'Italia a farsi carico del fenomeno e che «Lampedusa sono tutti i ventisette paesi».

Il ministro dell'Interno ha poi evidenziato il ruolo della politica estera: «Gli accordi con gli Stati - ha detto - sono fondamentali per fermare il vergognoso traffico di esseri umani e quello della droga che sono gestiti dalle stesse organizzazioni criminali». Su questo, secondo il ministro Maroni, «c'è stato da parte dell'Unione Europea un difetto di analisi, ma soprattutto un difetto di azione» poiché l’immigrazione clandestina è solo uno degli aspetti, «in realtà – ha proseguito Maroni - è un fenomeno sociale quello che sta avvenendo nei paesi del Maghreb, è una rivoluzione, una rivolta i cui esiti io non sono in grado di prevedere». Per questo, l'Europa deve muoversi «non solo attraverso la Nato e le bombe, ma per garantire a quei paesi uno sviluppo strutturale che li porti ad essere autonomi e non ostili all'Occidente».
«Quest'anno il mondo è cambiato, – ha osservato ancora Maroni - tutto è cambiato dal 14 gennaio quando è cominciata la cosiddetta 'primavera araba'. Primavera anche se è cominciata di inverno. Forse il riferimento era per la primavera di Praga, speriamo che abbia lo stesso sviluppo in termini di democrazia».

domenica 12 giugno 2011

Tremonti: 'Era della prudenza non è finita'. Ma Maroni non ci sta: ''Serve più coraggio''

S. Margherita Ligure - (Adnkronos/Ign) Il ministro dell'Economia alla platea deigiovani imprenditori di Confindustria: ''La crisi non è finita''. Sulla riforma fiscale: ''Non si può fare creando deficit. Ma evasione fiscale è un grosso serbatoio''. Poi assicura: ''Non tasseremo mai la prima casa e il risparmio delle famiglie''. Sul lavoro ''Abuso dei contratti a tempo determinato''. Marcegaglia: "La soluzione del precariato non è un indeterminato di massa". Maroni replica a Tremonti: ''In questo momento serve il coraggio di un gesto importante e atteso''

"I fattori di crisi e di instabilità che si sono manifestati tre anni fa sono ancora tutti in essere". L'ennesimo invito alla ''prudenza'' arriva dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ospite al convegno a Santa Margherita Ligure dei giovani imprenditori di Confindustria. Per il ministro, dunque, la crisi non è passata anche se il ''Governo ha fatto tutto quello che poteva e doveva fare e ha detto quello che doveva dire''.

Rivendica con forza quanto fatto. "Ringrazio quando sento dire che abbiamo tenuto i conti in ordine, ma lo considero un po' riduttivo, abbiamo fatto molto di più, abbiamo tenuto il bilancio dello stato''. ''Tenere il bilancio dello Stato - ha sottolineato il ministro - significa contenere il bilancio delle famiglie, tenere la coesione sociale, favorire il finanziamento alla imprese''. Tremonti insiste. ''Servono ragionamenti improntati alla prudenza e alla precauzione perché l'era della prudenza non è finita''.

Detto questo, Tremonti passa al capitolo del taglio delle tasse, su cui il premier Silvio Berlusconi punta per rilanciare l'azione di Governo. Anche qui nessuna fuga in avanti, le sue parole sono improntate alla prudenza. ''Abbiamo alcuni vincoli il primo è il bilancio. Non possiamo fare riforme in deficit, non possiamo fare una riforma che crea deficit''. Ma si può ragionare sul ''recupero dell'evasione per una riduzione della pressione fiscale" perché l'evasione fiscale ''è un grosso serbatoio. Il dividendo recuperato va messo sui giovani e gli anziani''.

Sempre parlando di tasse, il ministro dell'Economia ha assicurato: "Non abbiamo intenzione di tassare la prima casa e i risparmi delle famiglie. Questa è una cosa che lasciamo ad altri".

Altro tema affrontato dal ministro quello del lavoro. Per Tremonti ''c'è una eccessiva forma di abuso del tempo determinato. Perché, oggettivamente, un conto è la flessibilità e un conto è l'abuso delle forme a tempo determinato". Sarebbe un ''bene che ci fosse un limite a queste forme contrattuali", dice, ipotizzando anche la possibilità di uno scambio tra la contrattazione aziendale, "che porterebbe ad un sistema di produzione piu' moderno", e la riduzione nell'utilizzo dei contratti a tempo determinato.

L'appello alla prudenza di Tremonti viene accolto con un pizzico di fastidio dalla Lega. "Tremonti dice che serve prudenza. E' giusto". Ma "in questi momenti io credo che serve più il coraggio che la prudenza, o tutti e due", replica il ministro dell'Interno, Roberto Maroni.

"La prudenza sì ma anche il coraggio di guardare e di mettere in campo una riforma significativa - ha continuato Maroni - il coraggio di sfidare la congiuntura, il coraggio di un gesto importante, atteso e che noi dobbiamo impegnarci a prendere per portarlo a compimento entro i due anni della legislatura. Sono due modi di vedere la stessa cosa da due punti di vista leggermente diversi". Per Maroni "la riforma fiscale deve essere contemporanea alla manovra e deve essere una riforma vera non solo una cosa buttata lì per coprire la manovra. Altrimenti non c'è frustata".

venerdì 25 febbraio 2011

LIBIA: MARONI CHIEDE AIUTO SU IMMIGRATI, MA UE NON CONDIVIDE ALLARME

Bruxelles, 24 feb - Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni ha chiesto l'intervento dell'Unione Europea per fronteggiare la potenziale ondata di immigrati provenienti dalla Libia, che secondo lui potrebbero arrivare anche a 1,5 milioni di persone. Ma i paesi della Ue non sembrano disposti a concedere nuovi fondi e aiuti e ritengono eccessivo l'allarme lanciato dall'Italia.

''Chiedo all'Europa di adottare tutte le misure necessarie per fronteggiare una catastrofica crisi umanitaria'', ha detto Maroni entrando al meeting di Bruxelles della Gai (Giustizia e Affari Interni). ''Un'invasione di un milione, un milione e mezzo di persone che metterebbe qualsiasi paese in ginocchio''.

Ma fonti diplomatiche interpellate dall'AFP hanno evidenziato i molti dubbi dei paesi membri sull'allarme lanciato dall'Italia. ''Stanno gridando al lupo, al lupo! Si parla di una crisi umanitaria potenziale e non di qualcosa concretamente in atto'', ha detto un diplomatico presente alla riunione. Maroni ha chiesto anche ''una posizione comune sull'asilo politico'' e di dividerne i costi fra tutti i paesi. Ma il ministro dell'Immigrazione svedese, Tobias Billstrom, ha fatto notare come il suo paese, che ha solo 9 milioni di abitanti, lo scorso anno ha concesso asilo a 32 mila persone, mentre l'Italia, un paese di 53 milioni di residenti, chiede aiuto dopo che sulle sue coste sono sbarcati solo 5.000 tunisini.

Anche Austria e Germania hanno minimizzato l'allarme del governo italiano. ''Non c'e' nessun flusso di rifugiati in questo momento. Cerchiamo di non provocarlo noi parlandone'', ha detto il ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maiziere, a cui ha fatto eco il collega belga Melchior Wathelet, per il quale non e' il caso ''di giocare a spaventarci fra di noi''.

Bruxelles, dal canto suo, vorrebbe dotare di un budget adeguato il Frontex, l'agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale, in modo che possa acquistare navi, elicotteri e velivoli, ma molti paesi, in modo particolare la Germania e quelli del nord Europa hanno detto no ai finanziamenti. Gran Bretagna e nazioni scandinave, inoltre, si sono nettamente rifiutate di accogliere richieste di asilo da parte di persone che si trovano in altri paesi Ue come rifugiati.

da Ag. ASCA del 24.02.2011