ROMA, 27 AGOSTO - "Non possiamo restare indifferenti dinnanzi alla tragedia che sta sconvolgendo la Siria ma come ci ha insegnato la storia, non è con le armi che si esporta la democrazia. Al Paese è bastato un Kosovo, noi ci opporremo in ogni modo al riaffermarsi della linea dei 'democratici nostrani' alla D'Alema. Ci ricordiamo tutti con dolore la decisione di bombardare un paese sovrano in assenza di una deliberazione del parlamento". Lo dichiara il vice presidente del Senato Roberto Calderoli. "Diplomazia e Politica sono le uniche risposte possibili alla crisi siriana e non di certo le bombe. Queste considerazioni sommate alla devastante crisi economica che ci sta travolgendo dovrebbero spingere il governo ad agire responsabilmente e quindi di decidere per il ritiro totale del nostro esercito sancendo la fine della nostra partecipazione alle così dette missioni di pace che sono servite solo a rafforzare gli interessi economici e strategici delle presunte super potenze. Non dobbiamo in alcun modo renderci complici - spiega Calderoli - e quindi colpevoli di initili massacri". "Fino a oggi il nostro paese è stato l'utile idiota di Stati Uniti, Germania, Francia e Inghilterra. Questa nuova crisi ci dimostra ancora una volta la totale assenza dell'Unione Europa i cui stati leader sfruttano il nostro solo per meri interessi di parte. Un'eventuale azione di forza oggi sarebbe un cerino in grado di far divampare non solo in Siria ma in tutto il medio oriente e nel Nord Africa una inarrestabile vampata di fondamentalismo che rischierebbe di far scoppiare la terza guerra mondiale. Una guerra devastante - conclude Calderoli - in paesi molto vicini territorialmente al nostro".
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martedì 27 agosto 2013
lunedì 17 settembre 2012
CALDEROLI - IMU: “BERLUSCONI FINALMENTE SEI GUARITO”
“Berlusconi annuncia di voler eliminare l'Imu?
Siamo lieti che Berlusconi sia finalmente guarito dalla ‘febbre dell’inciucismo’, una febbre terribile che si contrae attraverso rapporti ‘contro natura’ tra centrodestra e centrosinistra.
La Lega e il Pdl avevano abolito la tassa sulla prima casa, e tu, il tuo Pdl, e i tuoi amici dell’Udc e del P
d, l’avete reintrodotta.
Ma come dopo ogni malattia infettiva c’è bisogno di un periodo di quarantena per verificare la tua completa guarigione, per cui al primo provvedimento utile all’esame della Camera e del Senato presenteremo un emendamento per chiedere l’abolizione dell’Imu sulla prima casa: sfidiamo te, e il Pdl, a votare a favore per verificare la vostra guarigione.”
Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, Responsabile Organizzativo Federale e Responsabile del Territorio per la Lega Nord.
martedì 11 settembre 2012
L.ELETTORALE. CALDEROLI: ALTRO CHE PASSI AVANTI, PASSI INDIETRO
(DIRE) Roma, 11 set. - "Oggi non c'e' nessuna novita'. La settimana scorsa i partiti si erano irrigiditi sulle rispettive posizioni. Questa settimana addirittura ci sono stati dei passi indietro. Il premio di maggioranza comincia a non avere piu' una maggioranza in questo parlamento". Lo dice Roberto Calderoli lasciando la commissione Affari costituzionali del Senato dopo che e' saltato l'Ufficio di presidenza e che non si e' deciso nulla su un nuovo Comitato ristretto. "Di legge elettorale- aggiunge- oggi non se ne e' proprio parlato. Non so quando se ne parlera'...".
Quanto alla possibilita' che si formi una maggioranza sul sistema tedesco, l'esponente della Lega osserva: "Io l'ho gia' detto, sarebbe la soluzione. Ognuno molli le sue posizioni e facciamo il tedesco che non favorisce nessuno e non ostacola neanche la possibilita' di una grande coalizione". Calderoli conclude: "Per uscire dallo stallo occorre che tutti mettano da parte l'idea di volersi costruire un sistema elettorale che faccia gli interessi del proprio partito".
mercoledì 29 agosto 2012
CALDEROLI - LEGGE ELETTORALE: “PD E PDL VOGLIONO UCCIDERE LA DEMOCRAZIA.”
“E’ una vergogna: Pd e Pdl sulla riforma elettorale non sono d’accordo su nulla tranne sull’introdurre per legge il bipartitismo e cancellare così qualunque altra forza politica che non siano i loro due partiti.
Con la scusa di voler dare la possibilità all’elettore di scegliere l’eletto, e non è detto che poi lo facciano viste le distanze che li separano su questo tema, di fatto tolgono la possibilità all’elettore di votare per il proprio partito o ne rendono inutile il voto.
Neppure ai tempi del fascismo si era osato tanto.
Due forze politiche che insieme non raggiungono neppure il 50% dei consensi elettorali vogliono cancellare tutti gli altri partiti che invece superano ampiamente il 50% dei consensi, cancellando così la democrazia.
La proposta depositata dalla Lega Nord resta l’unica ipotesi percorribile, perché l’elettore può scegliere l’eletto e può scegliere chi sarà maggioranza e chi sarà all’opposizione, perché garantisce la governabilità e perché è l’unica proposta che non prevede le liste bloccate come invece prevedono quelle di Pd e Pdl.
I lavori del comitato ristretto, e le posizioni che stanno emergendo, rappresentano inoltre un ulteriore motivo per non fare nessun accordo alle prossime elezioni Politiche e per andare da soli.
Del resto, come si possono fare accordi con forze politiche che - oltre a sostenere il governo Monti, e quindi il governo nemico del Nord - propongono modelli elettorali finalizzati alla cancellazione della democrazia e delle regole della vita democratica?”
giovedì 19 aprile 2012
CALDEROLI: “VERSO 3000 EURO AL MESE ALLA LEGA, MI PAGO LE SPESE E BENEFICIO DI UN CASA-UFFICIO PER SVOLGERE IL MIO INCARICO PER IL MOVIMENTO A ROMA”
“Siamo all’incredibile. Si viene infangati per aver fatto il proprio dovere, per aver lavorato e tanto!
E tutto questo senza aver mai preso un euro di stipendio, per aver lavorato sette giorni su sette, tutte le settimane dell’anno!
Mi si infanga per aver avuto in dotazione da parte del movimento una casa-ufficio dal costo di 2200 euro al mese, quando io ne verso mensilmente 3000 di euro alla Lega Nord.
Come ho già spiegato nelle scorse settimane da 10 anni svolgo l’incarico di Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, incarico che mi ha portato a lavorare quasi sette giorni alla settimana, tutte le settimane dell’anno, feste, sabati e domeniche compresi, con una media di quasi 100mila km l’anno, girando in lungo e in largo su tutto il territorio nazionale.
Per questo mio lavoro non ho mai percepito un’indennità e per anni il movimento mi ha soltanto riconosciuto un rimborso per le spese sostenute, rimborso che è stato costantemente e totalmente devoluto al movimento stesso.
Da un anno e mezzo la Lega Nord ha sottoscritto un contratto di affitto per un appartamento a Roma che è stato dato in uso a me, come mia residenza e mio ufficio dove poter incontrare, anche riservatamente, i vertici del movimento e delle altre forze politiche.
Buona parte dei decreti delegati del Federalismo fiscale sono stati studiati e partoriti in quella sede.
Io a Roma non ho fatto semplicemente il lavoro di senatore o quello di ministro, o meglio per quattro ministri avendo avuto anche le loro deleghe, ma ho dovuto svolgere al meglio quanto mi era richiesto dal movimento ovvero il Coordinamento delle stesso nelle sedi istituzionali della Capitale, i rapporti con le altre forze politiche, il ruolo di portavoce del movimento in seno al Governo, oltre a qualunque altra iniziativa delegatami da Umberto Bossi per l’attività ed il bene del movimento.
Al netto di tutto questo, a fronte di questi accordi sottoscritti con il movimento, ho beneficiato di uno strumento di lavoro, ma verso 3000 euro mensili al partito e mi faccio carico delle spese che sostengo in qualità di Coordinatore del movimento.
Tutto quanto da me dichiarato è assolutamente circostanziato e dimostrabile e tutto questo è noto anche l’attuale Segretario Amministrativo della Lega Nord.
lunedì 2 gennaio 2012
Lega: Napolitano come Cetto La Qualunque
Di Corrado Sessa
ROMA - Coro di consensi al messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di cui si apprezza, in particolare, il realismo e l'onestà nel descrivere il difficile momento che attraversa l'Italia e la carica di fiducia e di speranza che vuole trasmette agli italiani nella convinzione che "il Paese ce la farà". Consensi che stridono, invece, con il commento sarcastico del Carroccio che equipara il capo dello Stato a 'Cetto la Qualunque', il personaggio inventato dal comico Antonio Albanese per mettere alla berlina i politicanti qualunquisti e corrotti. "Sembra - dice Roberto Calderoli - il discorso di 'Cetto la qualunque', un messaggio tratto dal film 'Qualunquemente'. Per contenuti ricorda la conferenza del premier Monti: libro dei sogni con tanti luoghi comuni". Meno irriverente, ma pur sempre critico il segretario dei Comunisti di Sinistra popolare Marco Rizzo che definisce quelle di Napolitano il discorso del "presidente di una colonia franco-tedesca" asservito "al nuovo potere del capitalismo neocarolingiò.
Il presidente del Senato, Renato Schifani, plaude al discorso 'alto, realista, coraggioso e onesto, istuzionalmente impeccabile''. La seconda carica dello Stato sottolinea "il richiamo alla responsabilità dei partiti perché assicurino l'attuazione dell' indispensabile agenda delle riforme". Il presidente della Camera afferma che "tutti gli italiani devono esser grati a Napolitano per aver indicato la via per un futuro migliore. Secondo Gianfranco Fini, "il suo apello non cadrà nel vuoto perché gli italiani riconoscono in lui una guida morale".L'ex premier Silvio Berlusconi, secondo quanto si è appreso, ha chiamato il Capo Dello Stato per fargli gli auguri di buon anno ed esprimere apprezzamento per il messaggio agli italiani mentre l'ex sottosegretario Gianni Letta parla di un discorso "saggio" e di un "importante appello alla fiducia e alla speranza". Il presidente del Consiglio Mario Monti ha ringraziato il Capo dello Stato per avere dato al governo buone indicazioni di lavoro e per aver detto ai cittadini a cosa sono finalizzati gli sforzi che vengono richiesti. Napolitano viene promosso anche da leader dell' Idv che ha una posizione critica verso il governo.
"Il discorso - commenta Di Pietro - è sostanzialmente condivisibile giacché si è soffermato sulle cause che hanno portato a questa crisi economica e istituzionale ed ha analizzato la situazione attuale con molta chiarezza". Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani si sofferma sul "richiamo appassionato al destino comune degli italiani" e sostiene che "bisogna corrispondere a quel richiamo con giustizia, solidarietà e con coraggio" mentre Dario Franceschini sostiene che Napolitano "ci dà speranza e fiducia nel futuro". Enrico Letta invita il Pd a "scommettere per intero e senza riserve sull'Italia disegnata stasera dal messaggio di fine anno". Positivo il commento anche dal Pdl. "Le sue parole - dice Angelino Alfano - evocano la forza di un Paese che ancora una volta è chiamato a risollevarsi con il contributo di tutti: partiti, forze sociali, rappresentanti del mondo del lavoro, istituzioni, tutti uniti per un unico obiettivo: il superamento della crisi e dell'emergenza". Alfano garantisce che "il Pdl farà la sua parte. Il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri si augura che "anche il governo trovi la tensione ideale che Napolitano ha espresso e che a Palazzo Chigi oggi non abbonda". E l'omologo alla Camera Fabrizio Cicchitto dice che "é evidente, anche alla luce di questo messaggio, che nel difficile futuro che ci attende ogni forza politica dovrà fare la sua parte e non ècerto il tempo della demagogia e delle demonizzazioni". Per il Fli, Italo Bocchino garantisce che i finiani "garantiranno quel coraggio civile richiesto ai partiti da Napolitano". L' Udc, con il segretario Lorenzo Cesa afferma che il capo dello Stato "come sempre, indica al Paese la via maestra da seguire"e "richiama tutti noi, ognuno per il proprio ruolo, ad assumere un atteggiamento di grande responsabilità". Il leader dell' Api, Francesco Rutelli, parla di un discorso "denso del materiale più prezioso per l'Italia del 2012". "Forte apprezzamento" al di fuori dei partiti viene dal segretario della Cgil Susanna Camusso a cui è piaciuto il passaggio sul ruolo 'essenziale'' dei sindacati nello sviluppo del Paese nei momenti più difficili.
martedì 27 dicembre 2011
Bergamo, Bossi, Calderoli e Maroni di nuovo sul palco. In nome della secessione
ALBINO (Bergamo) – La Lega di lotta si dà appuntamento in provincia di Bergamo, per tre giorni di festa in compagnia dei vertici del partito. Bossi, Maroni, Calderoli, assieme ai colonnelli e ai luogotenenti leghisti si alterneranno sul palco della seconda edizione del “Berghém frecc”, la manifestazione provinciale del Carroccio bergamasco, nelle sere del 27, 28 e 29 dicembre al centro sportivo di via Rio Re ad Albino. Sarà l’occasione per arringare la folla e rinverdire il sentimento padano, lanciando anatemi e maledizioni nei confronti del governo Monti che “è riuscito a distruggere l’Italia un anno prima dei Maya”, come si ironizza sulle pagine facebook dal 22 dicembre scorso, giorno dell’approvazione del decreto “salva-Italia” con il voto di fiducia al Senato, passato nonostante i fischi e la caciara sguaiata proposta dai parlamentari della Lega Nord.
Il clou dell’evento è atteso per il 29 dicembre, quando si concentreranno in un’unica serata gli interventi dei tre big del movimento: gli ex ministri Roberto Calderoli e Roberto Maroni oltre ovviamente al Capo, Umberto Bossi. Una serata che si annuncia come la prima grande adunata dopo la fine dell’alleanza con Berlusconi, da mesi uno dei temi di maggiore imbarazzo della base leghista che da tempo sognava di poter tornare a cavalcare sulle ali della libertà verso orizzonti insperati.
C’è da scommetterci, la parola d’ordine della tre giorni bergamasca sarà ancora una volta “secessione”, rincorrendo quel vecchio sogno sfoderato da Bossi e compagni nei momenti di maggior difficoltà. Era stato così a metà degli anni novanta, dopo la fine del primo governo Berlusconi, quando la Lega, da sola contro tutto e tutti, ha incassato un successo senza precedenti. La speranza dei leghisti di oggi è ancora una volta quella di tornare a vincere e convincere, recuperando con qualche sermone ben assestato il terreno perduto nei tre anni passati per colpa dell’esperienza di governo. Per farlo è tornata a battere i vecchi temi sempre cari al popolo del Nord, incassando applausi al grido di “basta tasse”, “salviamo le pensioni” o “l’onda verde sta arrivando”.
Altri interventi politici di rilievo il 28 dicembre, quando sul palco saliranno il senatore Roberto Castelli e il governatore della regione Piemonte Roberto Cota. Nell’arco dei tre giorno è prevista la partecipazione di altri esponenti del partito, da Giacomo Stucchi a Paolo Grimoldi, passando per il consiglieri regionali Roberto Pedretti e Fabrizio Cecchetti.
Emblematica la dichiarazione di Cristian Invernizzi, segretario provinciale della Lega Nord di Bergamo che in vista della festa chiarisce: “Di fronte ad una manovra fatta solo di tasse e sacrifici come quella proposta dal Governo Monti c’è ben poco da festeggiare. L’iniziativa, quindi, sarà un’occasione anche per far conoscere le iniziative che la Lega Nord intende intraprendere sia a livello nazionale sia a livello locale, per fare in modo che ancora una volta non sia il Nord a pagare il prezzo più caro”.
giovedì 15 dicembre 2011
L’Imu di Monti non è la semplice anticipazione dell’Imu di Calderoli, è proprio il ritorno dell’Ici
di Riccardo Ghezzi
Ovviamente su internet la disinformazione dilaga. Non sapendo come difendere la reintroduzione dell’Ici, che si chiamerà Imu, si inventano teorie strampalate per dare la colpa al precedente governo.
L’Ici, ossia l’imposta comunale sugli immobili, era stata introdotta dal governo Amato nel 1992 all’interno della medesima famigerata manovra che prevedeva il prelievo forzoso del 6 per mille su tutti i conti correnti bancari. Avrebbe dovuto essere una tassa temporanea e straordinaria, invece non è mai stata abolita: un po’ come le accise sulla benzina per le guerre in Abissinia e terremoti vari. Ci ha pensato il governo Berlusconi nel 2008, ma l’eliminazione dell’Ici è stata giudicata “un’anomalia tutta italiana” dal nuovo premier Mario Monti. Come possa essere anomala l’abolizione di una tassa straordinaria e temporanea non è dato saperlo, fatto sta che il buon Monti per reintrodurla aveva a disposizione due possibilità: anticipare la nuova imposta municipale (Imu) dal 2014 al 2012 estendendola all’abitazione principale oppure puntare su una “service tax” aggiuntiva. Ha scelto la prima opzione. Ha anticipato l’Imu, tassa inventata dal precedente ministro della semplificazione normativa Roberto Calderoli che sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2014, e l’ha estesa alla prima casa. Già, l’ha estesa, perché l’Imu di Calderoli altro non era che una tassa che in un solo adempimento fiscale avrebbe accorpato le varie forme di tassazione che gravano sugli immobili: tariffa rifiuti, Irpef, Iva, imposte di registro, imposte catastali e imposte sui mutui. Un’imposta unica, come suggerisce il nome stesso, su base territoriale e riscossa dai Comuni. La prima casa non sarebbe stata soggetta ad imposizioni. Men che meno era prevista o già entrata in vigore alcuna rivalutazione catastale, specialmente del 60%.
Ecco perché è inutile sostenere che coloro che oggi protestano contro l’Imu di Monti, Lega in primis, siano gli stessi che hanno inventato la medesima tassa. Semplicemente, tanto per cambiare, è una falsità.
Se proprio vogliamo parlare di incoerenza, sarebbe opportuno chiedersi per quale motivo Pd e Terzo Polo fossero contrari all’Imu che avrebbe voluto introdurre il precedente governo, mentre nulla hanno da eccepire in quanto alla super-Imu di Mario Monti.
Tanto più che, a differenza dell’Imu “inventata da Calderoli”, questa nuova Ici non porterà alcun beneficio ai comuni.
L’Ici, ossia l’imposta comunale sugli immobili, era stata introdotta dal governo Amato nel 1992 all’interno della medesima famigerata manovra che prevedeva il prelievo forzoso del 6 per mille su tutti i conti correnti bancari. Avrebbe dovuto essere una tassa temporanea e straordinaria, invece non è mai stata abolita: un po’ come le accise sulla benzina per le guerre in Abissinia e terremoti vari. Ci ha pensato il governo Berlusconi nel 2008, ma l’eliminazione dell’Ici è stata giudicata “un’anomalia tutta italiana” dal nuovo premier Mario Monti. Come possa essere anomala l’abolizione di una tassa straordinaria e temporanea non è dato saperlo, fatto sta che il buon Monti per reintrodurla aveva a disposizione due possibilità: anticipare la nuova imposta municipale (Imu) dal 2014 al 2012 estendendola all’abitazione principale oppure puntare su una “service tax” aggiuntiva. Ha scelto la prima opzione. Ha anticipato l’Imu, tassa inventata dal precedente ministro della semplificazione normativa Roberto Calderoli che sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2014, e l’ha estesa alla prima casa. Già, l’ha estesa, perché l’Imu di Calderoli altro non era che una tassa che in un solo adempimento fiscale avrebbe accorpato le varie forme di tassazione che gravano sugli immobili: tariffa rifiuti, Irpef, Iva, imposte di registro, imposte catastali e imposte sui mutui. Un’imposta unica, come suggerisce il nome stesso, su base territoriale e riscossa dai Comuni. La prima casa non sarebbe stata soggetta ad imposizioni. Men che meno era prevista o già entrata in vigore alcuna rivalutazione catastale, specialmente del 60%.
Ecco perché è inutile sostenere che coloro che oggi protestano contro l’Imu di Monti, Lega in primis, siano gli stessi che hanno inventato la medesima tassa. Semplicemente, tanto per cambiare, è una falsità.
Se proprio vogliamo parlare di incoerenza, sarebbe opportuno chiedersi per quale motivo Pd e Terzo Polo fossero contrari all’Imu che avrebbe voluto introdurre il precedente governo, mentre nulla hanno da eccepire in quanto alla super-Imu di Mario Monti.
Tanto più che, a differenza dell’Imu “inventata da Calderoli”, questa nuova Ici non porterà alcun beneficio ai comuni.
L’Imu, la nuova Ici, non porterà più soldi ai Comuni ma allo Stato, questa è la fregatura. Bisognerebbe chiamarla imposta statale sugli immobili. Anzi ai Comuni viene chiesto un ulteriore contributo di 1,4 miliardi
Chi l’ha detto? Il sindaco di Firenze Matteo Renzi, del Pd. Partito che non sta all’opposizione del governo Monti.
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