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lunedì 27 maggio 2013

FISCO: MARONI, COTA E ZAIA A LETTA, RIVEDERE SISTEMA PER REGIONI SUPERANDO EQUITALIA = TRATTENERE 75% GETTITO TRIBUTARIO COMPLESSIVO NEL TERRITORIO


Roma, 27 mag. (Adnkronos) - Rivedere la fiscalita' delle Regioni "sia nei suoi profili organizzativi che nei suoi contenuti, anche con l'obiettivo di superare l'attuale sistema di riscossione fondato sulle competenze di Equitalia". E' quanto chiedono i governatori di Lombardia, Piemonte e Veneto, Maroni,Cota e Zaia, in una lettera consegnata questa mattina al presidente del Consiglio Enrico Letta e al vice premier Angelino Alfano, durante la riunione tra governo e Regioni. I tre governatori chiedono inoltre l'istituzione di un tavolo tra governo e Regioni per rivedere i meccanismi della fiscalita' regionale e delle Autonomie.

"Anche il presidente Giorgio Squinzi, durante l'annuale assemblea di Confindustria tenutasi pochi giorni fa -sottolineano i tre governatori- ha lanciato a nome di tutto il sistema produttivo, un disperato appello (che condividiamo) per chiedere al governo di intervenire per dare sollievo al Nord produttivo: ha evidenziato come il Nord sia sull'orlo del baratro economico ed ha chiesto che venga affrontata con decisione la questione settentrionale".

"Riteniamo sia giunto il tempo di definire un nuovo sistema fiscale che garantisca a ciascuna Regione la possibilita' di trattenere almeno il 75% del gettito tributario complessivo prodotto nel singolo territorio regionale: questo servira' a realizzare un sistema di maggiore equita' fiscale (soprattutto nei confronti delle Regioni del Nord) e, conseguentemente, realizzare una maggiore responsabilizzazione delle Regioni e delle Autonomie. Il risultato a cui puntiamo e' quello di spendere meno soldi pubblici per spenderli meglio. Siamo certi che vorrete condividere la necessita' e l'urgenza della nostra richiesta e per questo rimaniamo in attesa di una cortese e sollecita risposta", concludono Maroni, Cota e Zaia.

mercoledì 28 novembre 2012

Veneto indipendente? Si va verso referendum consultivo - LA DIRETTA


Venezia è sicuramente la città più famosa del Veneto
Venezia è sicuramente la città più famosa del Veneto
Il Consiglio si riunirà in una seduta straordinaria per poi stabilire se sia il caso di mettere ai voti la richiesta di un referendum consultivo per far si che la Regione si stacchi dall'Italia.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Corriere della Sera - che ringraziamo.

Roma - L'indipendenza del Veneto approda in Regione. Domani il Consiglio si riunirà in seduta straordinaria per decidere se mettere ai voti la richiesta di indire un referendum consultivo sull'indipendenza della regione cosí come chiesto da Mariangelo Foggiato, di Unione Nord Est.

Per convocare il consiglio erano necessari i due terzi dell'assemblea, obiettivo raggiunto grazie anche al voto favorevole di un consigliere del Pd, Stefano Fracasso, e di Rifondazione Comunista, Pierangelo Pettenò.

Tra alcuni consiglieri che pure hanno votato per la convocazione esiste una preoccupazione: se il referendum, sia pure consultivo, venisse svolto, la Corte dei conti potrebbe chiedere conto delle spese necessarie a realizzare una consultazione il cui responso potrebbe essere fuori dal perimetro della Costituzione.

DIRETTA CONSIGLIO: QUI

martedì 27 novembre 2012

Lega Nord: Zaia, Tosi sa che deve ricompattare Liga veneta

(ASCA) - Venezia, 27 nov - ''Il segretario nazionale Flavio Tosi si da' molto da fare e sa che il suo obiettivo principale e' quello di ricompattare il movimento che, come la sua elezione ha certificato, si e' diviso in due''. Luca Zaia, governatore del Veneto, ricorda a Tosi l'urgenza di serrare le fila tra le due anime della Liga Veneta, che ''sono ancora divise''. Positivo il giudizio anche sull'azione del segretario federale Roberto Maroni per aver promosso, tra l'altro, ''maggiore coinvolgimento'' all'interno della Lega Nord, ed anche ''maggiore trasparenza'', facendo riscoprire ai militanti una ''nuova passione''.

venerdì 21 settembre 2012

OMG tossici, Luca Zaia "Sospendere autorizzazioni"


Venezia - Il presidente del Veneto dichiara: "Alla luce della ricerca francese secondo la quale ci sono prodotti OGM autorizzati risultati tossici per gli animali e forse per l’uomo, il rilascio delle autorizzazioni alla semina va immediatamente sospeso"
Ogm: studio choc in Francia, il mais e' fortemente tossico - Il mais ogm e' pesantemente tossico e spesso provoca la morte, almeno nelle cavie da laboratorio. E' la scioccante conclusione di uno studio condotto in Francia da un'equipe guidata dal professore di biologia molecolare dell'Universita', Gilles-Eric Seralini, e pubblicato dalla rivista americana 'Food and Chemical Toxicology', autentica autorita' in materia di tossicologia alimentare. Secondo il Nouvel Observateur, che oggi pubblica il dossier, si tratta di una vera e propria 'bomba' dal punto di vista scientifico, sanitario, politico e industriale, che ha 'polverizzato' la verita' ufficiale, ovvero che gli organismi geneticamente modificati sono innocui.
La ricerca ha preso in esame due prodotti della multinazionale americana Monsanto, il mais Nk 603 (che nella Ue non puo' essere coltivato, ma e' legalmente importato) e di un erbicida, il Roundup, l'erbicida piu' venduto al mondo. Il team francese ha utilizzato 200 ratti, divisi in diversi gruppi e ha scoperto che le morti premature e i tumori erano molto piu' alti negli animali, specialmente le femmine, che erano stati nutriti con il mais ogm, o con un mais normale trattato con il Roundup. Il governo di Parigi si e' mosso subito. 'Ho chiesto un'indagine rapida, al massimo entro poche settimane, che ci consenta di stabilire la validita' scientifica di questo studio', ha deto il primo ministro, Jean-Marc Ayrault. 'Se i risultati saranno confermati, il ministro dell'Agricoltura, Stephane Le Foll, chiedera alla Ue di mettere al bando questi ogm'.
 
Luca Zaia, presidente del Veneto, non ha tentennamenti: “sono sempre stato contrario agli OGM e, a fronte di un’ulteriore conferma della tossicità di produzioni geneticamente modificate, accertata da una ricerca francese – afferma – ogni discorso di tipo procedurale passa in secondo piano. Qui non si tratta più di possibile inquinamento di produzioni autoctone e del mercato, ma di salute”.
“Mi auguro che questa ricerca, “vera” ricerca, convinca anche gli assertori in buona fede dell’uso di questi prodotti a rivedere le loro posizioni – conclude Zaia – perché con la sicurezza alimentare non si può né rischiare, né tantomeno lucrare”.

venerdì 24 agosto 2012

LEGA: ZAIA, SE SI FA PONTIDA VA FATTA MANIFESTAZIONE VENETO SENZA GRANDI MANIFESTAZIONI NON C'E' PIU' LEGA, MA OCCHIO A COSTI


(ANSA) - VENEZIA, 24 AGO - 'Le grandi manifestazioni popolari come Pontida e Venezia sono la LEGA: senza queste non c'e' piu' LEGA': e' la premessa del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, per il quale 'e' dogmatico che se si fara' una si dovra' fare anche l'altra, non esiste che si possa far solo una e non l'altra'.
'Pontida e Venezia saltano in virtu' di tutto un travaglio che il partito ha vissuto negli ultimi mesi, la preghiera rivolta a tutti e' di evitare di sollevare casi di stato - ha detto all'ANSA il governatore veneto - per quel che mi riguarda so che Pontida si fara' e cosi' dovra' essere anche per una grande manifestazione in Veneto alternativa a Venezia'.
'Piuttosto - esorta Zaia - cogliamo l'occasione di rivedere il format di queste manifestazioni evitando l'autoreferenzialita' e cerchiamo di non riempirle di proclami, mantenendo uno sguardo attento ai costi: la forma e' anche sostanza'.

venerdì 20 aprile 2012

CRISI: ZAIA A MONTI, SERVE RISPETTO PER IMPRENDITORI SUICIDI QUESTIONE NON PUO' ESSERE LIQUIDATA COME FA IL PREMIER


(ANSA) - VICENZA, 19 APR - ''Monti venga ad esprimere i suoi concetti in Veneto e noi gli spiegheremo la situazione che viviamo in questo momento''. E' l'invito, non senza una punta di polemica, del governatore del Veneto Luca Zaia al premier Mario Monti, dopo le sue dichiarazioni sui suicidi di imprenditori.
''Ci vuole rispetto per queste persone - precisato Zaia - e per le loro famiglie. Vorrei ricordare al signor presidente del Consiglio che questi imprenditori non si sono suicidati nei bagni delle sale da gioco o nei villaggi turistici, ma all'interno della loro azienda''.
Qui in Veneto, ricorda ancora il governatore, ''abbiamo la piccola e media industria, non i bond internazionali. Il datore di lavoro ha un impegno che e' etico e morale nei confronti dei propri lavoratori e la sua sfida e' la stessa dei suoi dipendenti''. ''E se uno arriva a suicidarsi - rincara Zaia - ci saranno pure dei motivi, non sempre riconducibili all'inefficienza dell'ente pubblico, visto che spesso sono anche i privati a non pagare i loro conti''. La questione dei suicidi, conclude Zaia, ''non puo' essere liquidata come fa Monti''. (ANSA).

martedì 17 gennaio 2012

Le pagelle ai politici: Zaia e Tosi sempre ai vertici


A Padova Zanonato perde il 6% e a Venezia Orsoni il 2%. bene Variati con un +3,5%

Il governatore Luca Zaia (archivio)
Il governatore Luca Zaia (archivio)
VENEZIA - Zaia e Tosi sempre al vertice del Paese. Lo dice il Governance Poll 2011 di Ipr Marketing per il Sole 24 ore. Il governatore (che perde 2 punti rispetto all'anno scorso) ottiene il 60% dei consensi ed è saldamente davanti a tutti gli altri presidenti di regione. Per quel che riguarda i Comuni, Flavio Tosi è terzo (65%) e stabile dal 2010. Molto staccato (29esimo posto) il primo cittadino di Vicenza Achille Variati con il 56% e un +3,5. Poi Bruno Piva di Rovigo (62esimo e 52%), Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia che scende di due punti e si ferma al 52% (sempre 62esimo in Italia), quindi Gian Paolo Gobbo a Treviso (sempre 52%). In decisa flessione il primo cittadino di Padova Flavio Zanonato che, secondo il sondaggio Ipr, cede il 6 e si ferma al 50% secco. Chiude Antonio Prade di Belluno con il 49,5% all'86esimo posto.

martedì 3 gennaio 2012

Stop alla Pedemontana veneta. Luca Zaia: «Eccesso di democrazia, subito ricorso. L’opera non si fermerà»


Luca Zaia (archivio)
Luca Zaia (archivio)
VENEZIA — La sua immagine col caschetto giallo seduto sulla ruspa che dava avvio al «sogno » della Pedemontana veneta, l’altroieri si è infranta sotto il peso del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso di un trevigiano di Loria. Ma Luca Zaia, presidente del Veneto dal 29 marzo del 2010, annuncia la contromossa decisa ieri dalla giunta veneta: «Faremo ricorso contro il Tar del Lazio. Nel bene e nel male la Pedemontana la faremo: o tutta in discesa o difendendola nei tribunali».
Presidente, la decisione del Tar è stata uno choc?«Questo è quel male che io chiamo eccesso di democrazia. Succede quando l’interesse di un’intera comunità non coincide con l’interesse del singolo che ricorre contro un decreto del governo».
Non può essere che accogliendo il ricorso contro la procedura emergenziale i giudici abbiano dato corpo ai timori nati dopo il caso dell’Aquila e le inchieste sul G8? «Non credo proprio. Io sono un inguaribile estimatore del lavoro della magistratura. Penso sempre che la prima colpa ce l’ha chi fa la legge. Il Tar era nato come un organo di tutela delle amministrazioni, è diventato la controparte delle amministrazioni».
I lavori saranno bloccati? «Non credo ci siano i termini per fermare il cantiere».
Anche a Porto Tolle è intervenuta la magistratura col Consiglio di Stato. Che succederà? «Ho incontrato il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, e confido moltissimo nella sua professionalità, ci darà una mano per dare un’accelerata allo sblocco della vicenda. Quel cantiere per noi è definito, non vogliamo fare sorprese di Pasqua ai lavoratori».
Giovedì ha firmato l’accordo di programma per Veneto City. L’ha fatto nonostante tutte le proteste che ci sono state. «Le procedure non sono discrezionali. È come dire al sindaco di non firmare l’ordinanza. C’è una procedura chiara, c’è un cronoprogramma e alla fine c’è scritto "firma del presidente". La legge è del 2001, nel 2006 c’è stato un altro passo fondamentale. C’è scritto "interesse pubblico" e chi lo sancisce questo interesse pubblico?».
Potendo scegliere avrebbe fatto qualcosa di diverso? «Ho il massimo rispetto dei consigli comunali. Quest’opera è stata oggetto di grandi dibattito perché si è trovata a cavallo di un’epoca: quando è iniziata c’era un approccio, quando si è conclusa ce n’era un altro».
Se l’iter fosse iniziato ora l’avrebbe "benedetto"? «Non lo so. Il dibattito su questo tipo di opere si fa. Io ho firmato l’accordo di programma e lo rifirmerei, perché la procedura è tutta regolare. Ma è sicuramente un’opera che ha avuto la sua evoluzione. Intorno il contesto è cambiato».
In quest’anno la Regione ha avuto molto da ridire con Roma e sono stati messi in campo parecchi ricorsi: contro i ticket d’agosto, contro il patto di stabilità, contro lo Stato per le paritarie. Questa strategia sta pagando? «I nodi verranno al pettine. Per i ticket sanitari ho molte speranze che i 100 milioni che il governo Berlusconi ci ha chiesto non li paghino i veneti. Di questi, 36 erano per colpa delle regioni, soprattutto del sud, che hanno troppi esenti».
Con l’approvazione del nuovo Regolamento e del nuovo Statuto l’opposizione dice che cade l’alibi che da 15 anni la maggioranza usava in Consiglio per giustificare l’immobilismo. «Statuto e Regolamento erano l’obiettivo che la maggioranza aveva ed è stato sposato da tutti. Ho ringraziato i consiglieri per il senso di responsabilità dimostrato. Ora inizia una nuova era. La maggioranza è ancora più responsabilizzata e non ha più alibi: non potremo più dire che non portiamo leggi perché la minoranza ce le boccia».
Cosa succederà in questa «nuova era»? «Noi puntiamo alla piattaforma negoziale col governo scritta dal professor Antonini. Spero abbia il contributo della maggioranza e dell’opposizione. Scommettiamo molto sul Tfr in Veneto. L’obiettivo è dare senso all’autonomia del Veneto nell’alveo della Costituzione. Ora abbiamo la macchina e il carburante: adesso dobbiamo partire».
Ospedale di Padova. Il prossimo dev’essere l’anno delle risposte. «L’Ospedale di Padova per noi è una priorità. Dove si fa? Dove deciderà la commissione. Il Comune sarà il dominus della partita. Stia al nostro fianco, soprattutto nella partita della valorizzazione dei beni che non ci serviranno più, con le varianti urbanistiche che servono. Per il finanziamento abbiamo nominato giovedì una commissione che valuterà la sostenibilità finanziaria dell’operazione con esperti della Bocconi».
Nel 2012 si giocano le partite di Confindustria: Zuccato al posto di Tomat, Riello in corsa per il nazionale. Ce l’ha con Zuccato per le sue dichiarazioni sulla Lega? «Ma no. Confermo i miei rapporti con Zuccato. Non inficerei il mio rapporto con una persona perché dice quello che pensa. Sul Veneto non metto bocca, mentre sulla partita nazionale tutti devono correre con Riello: va aiutato».
Si giocherà anche la partita del cambio al vertice di Cassamarca. «Noi siamo parte in causa in quanto enti locali. Ma quella rischia di essere una carica onorifica: non c’è più nulla. È come andare in un campo di battaglia quando ci sono già morti e feriti».

venerdì 16 dicembre 2011

LEGA NORD: A TREVISO MARONI INCONTRA IMPRENDITORI, ATTESO ANCHE ZAIA


(ASCA) - Treviso, 16 dic - La Lega Nord riparte da un nuovo dialogo con l'imprenditoria veneta, dopo il passaggio all'opposizione, criticato da alcuni ambienti imprenditoriali, in particolare dal presidente di Confindustria Vicenza, Zuccato.

L'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni, infatti, incontrera' nel pomeriggio,a porte chiuse, centinaia di operatori economici del Veneto, convocati in un grade albergo alla periferia della citta'. Il saluto sara' portato dal sindaco di Treviso, Giampaolo Gobbo, anche nella sua veste di segretario della Liga Veneta. Gli onori di casa li fara', tra gli altri, l'assessore regionale all'agricoltura, Franco Manzato. 

E' atteso anche il presidente della Regione, Luca Zaia,, che si dice certo della comprensione, da parte dell'imprenditoria veneta, della nuova posizione del partito di maggioranza relativa. ''Anche loro - ha detto in questi giorni - sono rimasti delusi della Manovra di Monti, nel quale avevano riposto grandi attese. La manovra, infatti, e' depressiva, recessiva''. I risultati del confronto saranno illustrati ai giornalisti, al termine dei lavori, dallo stesso Maroni, da Gobbo e da Alberto Baban, neopresidente delle Piccole Imprese di Confindustria Veneto, che e' tra i promotori dell'iniziativa. In serata l'appuntamento di Maroni col popolo leghista. Significativo il fatto che avvenga in casa di Gobbo, il quale contende con il maroniano Flavio Tosi la leaderschip futura del movimento regionale.

lunedì 28 novembre 2011

GOVERNO: ZAIA, MI AUGURO CHE MONTI NON SI LIMITI ALLE TASSE

(ASCA) - Venezia, 28 nov - ''Mi auguro che il Governo Monti non si limiti a fare provvedimenti di ragioneria economica, imponendo nuove tasse o tagli da qualche parte, ma che guardi alle grandi riforme, quella del federalismo fiscale per prima''.

Cosi' all'Asca il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

''Se l'Italia ha maturato un debito da un miliardo e 900 milioni, lo si deve alle molte, troppe cicale che in Italia non hanno mai prodotto e continuano a non produrre, e che mangari mangiano i nostri beni. Oggi abbiamo solo bisogno di formiche''.

giovedì 20 ottobre 2011

Regioni: Zaia governatore piu' gradito, 60,2% apprezzamenti


(ANSA) - VENEZIA, 20 OTT - Il governatore del Veneto Luca Zaia (Lega Nord) si conferma sul gradino piu' alto del podio dei Presidenti delle Regioni più apprezzati in Italia.

Zaia distanzia di poco il suo collega della Lombardia Roberto Formigoni (Pdl) e il presidente della Toscana Enrico Rossi (Pd).
La graduatoria - almeno a stare alla terza rilevazione trimestrale Monitoregione di Datamonitor realizzata tra luglio e settembre - evidenzia un 60,2% di apprezzamenti per Zaia (con un calo dello 0,4%), del 60% per Formigoni (-0,6%) e del 59,4% per Rossi (+1,2%).

mercoledì 7 settembre 2011

Zaia: «Se si batte sul Veneto sarà l'Italia a soffrire»

MANOVRA&LAVORO. Donazzan ottimista: meno crisi aziendali
«Sacconi vuole più tagli alla macchina regionale? Abbiamo proposto di ridurre consiglieri e vitalizi»


Prima di togliere l'ossigeno agli enti locali, forse è il caso di far dimagrire i costi della politica. Il presidente del Veneto, Luca Zaia non si stanca di ripeterlo come un mantra e si infastidisce quando il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi gli ricorda di farlo con la macchina regionale. «Noi lo stiamo già facendo - si sfoga parlando coi giornalisti nel consueto punto stampa - abbiamo proposto di ridurre i consiglieri e i vitalizi quindi». 
Poi però non nasconde la grande preoccupazione, per quei 200 milioni che mancheranno all'appello «dopo avere pagato gli stipendi e investito sulle piattaforme irrinunciabili come sanità, scuola, lavoro e trasporto pubblico locale, per noi non resta più nulla, anzi mancano ancora 200 milioni di euro per chiudere il bilancio». Insomma lo dice forte e chiaro: «Se si mette in ginocchio il Veneto, si mette in ginocchio l'Italia». Il governatore si augura che il governo non voglia arrivare a questo. La speranza, si sa, è l'ultima a morire per cui la fiammella rimane accesa. «Per la manovra si tratterà di valutare, al momento non abbiamo dati precisi per sapere quale sarà la ricaduta sui nostri enti. L'angoscia è che si tagli troppo agli enti locali, mi auguro che il governo riveda questa intenzione e si trovino altre soluzioni». 
Zaia il messaggio lo lancia all'esecutivo, e mandando giù amaro fa buon viso a cattivo gioco. Non ci sta a chi gli ricorda che, a causa della crisi e con questa manovra, il federalismo potrebbe saltare. Il presidente del Veneto tiene il punto ed è, invece, di tutt'altro parere. «Che il federalismo sia morto non è assolutamente vero. Questa manovra, anzi, anticipa il federalismo di un anno ed è scritto nero su bianco. Anticipa i costi e i fabbisogni standard e punta anche a premiare la virtuosità che significa non dover pagare più gli sprechi degli altri». E questo, secondo Zaia, rappresenta un grande segnale in direzione del federalismo. Anche se in questo momento è necessario «far quadrare i conti e sui mercati finanziari sembra di essere sulle montagne russe». 
Un po' cerchiobottista, però, Zaia lo sembra e per questo è stato tacciato di essere accondiscendente con la manovra che il governo si appresta a varare con grande fretta. La provocazione lo trova freddo: «Lo dicono perché non vado in televisione quando ti invitano, sennò finisce che poi ti viene la sindrome del popcorn». E tra provocazioni e polemiche, l'ultima proprio col ministro Sacconi, Zaia si toglie un sassolino dalla scarpa. E lo fa nel giorno dello sciopero generale della Cgil che ha portato in piazza a Mestre oltre 30 mila persone. «Lo sciopero è un diritto - mette in chiaro - ed è bene che sia esercitato in qualsiasi maniera». 
Restando in argomento, gli si chiede dell''articolo 8 della manovra, quello dei cosiddetti "licenziamenti facili". «Ho letto dalle dichiarazioni del ministro Sacconi che non sia proprio così - annota - certo non faccio io il difensore del governo o del ministro». Ma almeno una buona notizie in Veneto c'è: non si perdono più posti di lavoro. La buona novella giunge dall'assessore al Lavoro, Elena Donazzan. «Dal 2009 al 2011 abbiamo perso 70 mila posti di lavoro in Veneto, oggi constatiamo che si sono fermate le procedure di crisi , moltissime sono le aziende che prima chiedevano la cassa integrazione e oggi non la chiedono più perché ritengono di farcela con le loro forze». Anche la domanda e offerta di lavoro è in miglioramento. «Sono riprese in modo significativo le assunzioni - conclude Donazzan - e tra queste il mercato del lavoro sta difendendo i contratti a tempo indeterminato. Sono tutti buoni segnali - ha concluso - che servono per determinare le scelte della politica regionale».