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martedì 11 dicembre 2012

Maroni: "Berlusconi? Non si ricandida"


FOTO ANSA
23:32 - "Non sono convinto che questa decisione annunciata da Berlusconi alla fine venga mantenuta". Lo ha detto Roberto Maroni commentando la candidatura del leader del Pdl. "E' una convinzione personale - ha precisato il leader della Lega - non è suffragata da alcun dato oggettivo". "Berlusconi - ha aggiunto - farà quello che vuole ma io ho questa sensazione che alla fine prevarrà la voglia di rinnovamento. Ma, ripeto, è una mia sensazione".
"La Lega non rinnega l'alleanza con il Pdl, insieme abbiamo fatto tante cose buone, si può ripetere ma a certe condizioni. E tra queste ce ne sono di irrinunciabili come l'Euroregione e fare restare al Nord almeno il 75% delle tasse", così Maroni intervistato dal direttore de La Stampa Mario Calabresi.

Per il segretario federale del Carroccio, il Pdl "dovrebbe seguire l'esempio della Lega e rinnovarsi. Abbiamo rinnovato l'offerta politica e investito sui giovani, il Pdl non ha fatto altrettanto, dovrebbe investire in questa direzione".

lunedì 17 settembre 2012

CALDEROLI - IMU: “BERLUSCONI FINALMENTE SEI GUARITO”


“Berlusconi annuncia di voler eliminare l'Imu?

Siamo lieti che Berlusconi sia finalmente guarito dalla ‘febbre dell’inciucismo’, una febbre terribile che si contrae attraverso rapporti ‘contro natura’ tra centrodestra e centrosinistra.
La Lega e il Pdl avevano abolito la tassa sulla prima casa, e tu, il tuo Pdl, e i tuoi amici dell’Udc e del P
d, l’avete reintrodotta.
Ma come dopo ogni malattia infettiva c’è bisogno di un periodo di quarantena per verificare la tua completa guarigione, per cui al primo provvedimento utile all’esame della Camera e del Senato presenteremo un emendamento per chiedere l’abolizione dell’Imu sulla prima casa: sfidiamo te, e il Pdl, a votare a favore per verificare la vostra guarigione.”
Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, Responsabile Organizzativo Federale e Responsabile del Territorio per la Lega Nord.

martedì 29 novembre 2011

Tosi: "Tutta colpa di B."


"Se si fosse dimesso prima e non avesse tradito la Lega sul federalismo, oggi non ci sarebbe Monti ma un governo di centrodestra", spiega il sindaco leghista Flavio Tosi, che poi aggiunge, "L'alleanza con il Pdl è a forte rischio. Guai a rimettere l'Ici sulla prima casa"

Flavio TosiFlavio Tosi
A forza di chiedere un passo indietro a Berlusconi, Flavio Tosi aveva rischiato addirittura l'espulsione dal partito. Il sindaco di Verona, maroniano di ferro, nega. Ma ora che nel partito sono dirigenti del calibro di Roberto Maroni e Roberto Calderoli a dire esplicitamente che il tempo di stare con il Cavaliere è finito, è proprio lui a poter giocare la parte del profeta inascoltato. Perché Berlusconi ha tradito la Lega sul federalismo, rivela Tosi all'Espresso, lasciando la riforma «a metà del guado». E perché, argomenta, se solo si fosse dimesso sei mesi prima, ora invece dell'odiato governo tecnico dell'«uomo delle banche» (la Padania) ci sarebbe un esecutivo di centrodestra. Una prospettiva, spiega il sindaco, che non si ripeterebbe più con Carroccio e Pdl sugli stessi banchi, se quest'ultimo dovesse votare per la reintroduzione dell'Ici sulla prima casa. E il discorso vale anche sul territorio, a livello locale. 

Tosi, l'alleanza con Berlusconi è davvero finita?
La penso come Maroni e Calderoli. A livello nazionale dipenderà da come il Pdl si comporterà rispetto ad alcuni temi che abbiamo portato avanti insieme in tre anni di alleanza e che fanno parte di quanto concordato o escluso dall'agenda di governo. Per esempio, la cittadinanza anticipata per gli stranieri. Ci sono alcuni temi con i quali ci si confronterà a Roma con il governo Monti da qua ai prossimi mesi: federalismo fiscale, reintroduzione dell'Ici sulla prima casa. Su questo si valuterà il comportamento del Pdl. Vedremo se sarà coerente o meno con quanto stabilito tre anni fa. 

I primi segnali sembrano puntare a una rottura, allora.
L'unica cosa certa che si capisce del programma del governo Monti è che vuole reintrodurre l'Ici sulla prima casa, addirittura rivalutando le rendite e quindi aumentando l'importo a carico della famiglie. L'abolizione dell'Ici sulla prima casa fu il primo atto significativo del governo Lega-Pdl nel 2008, una cosa promessa e mantenuta rispetto ai cittadini che se l'aspettavano. E' chiaro che se il Pdl avesse il 'coraggio' di votare una cosa del genere sarebbe grave rispetto a un qualsiasi tipo di rapporto e di dialogo con la Lega. 
E per quanto riguarda le amministrazioni locali?
Ci sono due aspetti. Uno riguarda quelle in essere, realtà importanti in cui siamo stati eletti per governare insieme in tempi recenti. E non puoi mandarle a casa e andare a rivotare, perché poi devi spiegarne il motivo ai cittadini. Noi votammo a Verona le comunali nel 1994. Sei mesi dopo ci fu il cosiddetto 'ribaltone'. A Verona Bossi diede un'indicazione: 'siccome siete stati votati su un programma con quell'alleanza, si finisce il mandato e poi ognuno per sé, Dio per tutti'. Questo ragionamento vale anche adesso: per le alleanza attualmente in essere si prosegue fino alla fine del mandato, per quanto riguarda i nuovi assetti è tutto da vedere. Verona e quant'altro. 

In Veneto per esempio, Zaia ha parlato di alleanza «inscalfibile» col Pdl, mentre Gobbo ha detto il contrario.
In realtà dicono la stessa cosa. Zaia parla di un'alleanza già votata dai cittadini e quindi finirà il mandato nel 2015 su quei presupposti. Un altro discorso è Verona o la provincia di Belluno, che vanno al voto l'anno prossimo. 

Ma Berlusconi è finito, politicamente? Lei lo ha fortemente criticato, negli ultimi mesi.
Non l'ho criticato. Io tenevo a un'alleanza di governo Lega-Pdl che stava funzionando. E secondo me Berlusconi, volendo rimanere a tutti i costi lui il presidente del Consiglio, rischiava di danneggiare la coalizione. Purtroppo sono stato buon profeta. Se il cambio della guardia fosse avvenuto sei mesi fa, oggi quasi sicuramente avremmo un governo Lega-Pdl. 

Colpa della cocciutaggine di Berlusconi se si è arrivati al governo Monti?
Prendo solo atto di alcuni aspetti: fino a qualche settimana fa diceva che la crisi non c'era, che i ristoranti erano pieni e che in Italia andava tutto bene. Che lui godeva dell'assoluto consenso dei cittadini e che aveva i numeri alla Camera e al Senato. Fotografo la situazione, non faccio commenti. Se sei mesi fa ci fosse stato il cambio della guardia oggi quasi sicuramente avremmo un governo di centrodestra Lega-Pdl, non tecnico. Ovvio che Berlusconi ha delle responsabilità su quello che è accaduto. Io glielo dicevo apertamente, molti altri miei dirigenti glielo dicevano, ma lui non ha voluto ascoltare. Io da sindaco, stando più in basso, lo potevo dire in termini più espliciti.

giovedì 15 settembre 2011

Salvini a Radio Lombardia: "Berlusconi ha esaurito il suo mandato"



Matteo Salvini in diretta negli studi di "Pane al Pane" su Radio Lombardia e Milanow, parlando di manovra, ha avuto  modo di  esprimere  una forte opinione sullo stato  attuale  del governo  nazionale e del  Premier  Silvio Berlusconi:  "Berlusconi  ha esaurito il suo mandato,  ha  esaurito la voglia, la  possibilità e la forza.  Non vedo come possa più cambiare il Paese. 
Noi come Lega Nord stiamo cercando di limitare i danni, ad esempio sulla manovra bloccando le pensioni di anzianità, però penso che la strada della Lega ritornerà a passare da Nord. Ci abbiamo provato con la destra, con la sinistra, con la secessione, col federalismo, con la devolution, ma penso che nel futuro della Lega ci sarà una corsa solitaria".

lunedì 12 settembre 2011

Tosi: «Berlusconi si faccia da parte»


Il sindaco leghista: «Lasci il prima possibile. Si è concluso un ciclo».






















Flavio Tosi  continua lo smarcamento dall'attuale governo Pdl Lega, chiedendo niente meno che le dimissioni di Silvio Berlusconi. In un'intervista  al Corriere della Sera il sindaco di Verona  ha spiegato: «Un ciclo è concluso. La cosa migliore sarebbe che Berlusconi decidesse di farsi da parte. Ma non nel 2013: il prima possibile». 
Per Tosi  le colpe del premier sono da ricercare «in una gestione della finanziaria pittosto ondivaga», nel «referendum» e nelle «elezioni di Milano..». 

«Le elezioni adesso», ha spiegato Tosi, «sarebbero una cosa da pazzi». Il leghista boccia anche l'ipotesi di un governo tecnico: «I governi degli unti del signore che volano tre metri sopra il cielo e ci spiegano come si governa senza averlo mai fatto, non mi hanno mai convinto».

SERVE UNA SVOLTA NELLA MAGGIORANZA. «Ci vorrebbe», ha affermato quindi, «una svolta dentro la stessa maggioranza». Un passo indietro del Cavaliere, inoltre, «potrebbe portare alla maggioranza nuovi consensi». Per Tosi poi è probabile una nuova manovra «perché questa prevede poche misure strutturali. Senza misure che taglino la spesa» ha aggiunto, «copri semplicemente il buco». «Una cosa è certa»,  ha concluso, «non si può tirare a vivacchiare per un anno e mezzo».

domenica 4 settembre 2011

ALFANO: BERLUSCONI PREMIER 2013, I DUBBI DI CALDEROLI




22:44 03 SET 2011 
(AGI) - Roma, 3 set. - "Questa coalizione vive della leadership di Berlusconi e alle elezioni del 2013 sara' lui nuovamente candidato". Lo ha dichiarato Angelino Alfano, segretario nazionale del Pdl, intervenuto a un dibattito nell'ambito della Festa nazionale del Pid a Summonte in provincia di Avellino.

  "Non bisogna fare consultazioni - ha detto Alfano, respingendo l'ipotesi di primarie nel Pdl - per sapere che Berlusconi e' il leader. Berlusconi e' in grado di garantire coesione e unita'".
  La proposta pero' non piace alla Lega. "Mi spiace aver sentito Alfano dire nel 2013 ricandidiamo Berlusconi. Ma cone, andiamo avanti cosi'? Adesso c'e' la crisi e poi bisogna pensare alla ripresa". Lo ha ribadito il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, questa sera a Torino dal palco della Festa Nazionale della Lega Nord Piemont. A chi gli chiedeva circa la possibilita' di un premier leghista, Calderoli ha risposto: "Noi non siamo di quelli che ragionano in termini di pretese.
  Noi proporremo il nostro uomo migliore e vediamo cosa propongono gli altri". Calderoli ha poi aggiunto: "se pensiamo alle elezioni del 2013, le elezioni le facciamo nell'autunno 2012 o peggio ancora nel 2011. Prima facciamo le cose e affrontiamo la crisi, poi si pensa alle elezioni".