venerdì 2 dicembre 2011

Milano: l’Atm pensa a tariffe in base alle fasce orarie


MILANO – L'Azienda Trasporti Milanese potrebbe introdurre una tariffazione dei biglietti dei mezzi pubblici del capoluogo lombardo modulato in base alle fasce orarie della giornata: lo ha riferito il neopresidente di Atm Bruno Rota nel corso della sua audizione alla seduta congiunta delle Commissioni Ambiente e Partecipate del Comune. Al momento pero' la modulazione oraria resta una semplice idea, ha precisato Rota, che potra' avvenire solo dopo aver ridotto il tasso di evasione del biglietto.
''Il nostro sistema e' tanto avanzato che consentirebbe una graduazione delle tariffe in base alle fasce orarie'', ha detto il numero uno di Atm ai consiglieri. Un'ipotesi che ha poi definito ''interessante'' e che ''viene gia' applicata in tanti Paesi''.
Ma ''prima serve controllo'', ha aggiunto Rota, riferendosi ai tassi di evasione del ticket che in metropolitana sarebbero ''ben piu' alte'' di quel 2% riferito pochi mesi fa dal suo predecessore Elio Catania. Ecco perche' l'azienda di Foro Buonaparte e' al lavoro su una novita', l'obbligo di obliterare i biglietti anche ai tornelli d'uscita, questa si' possibile in tempi non troppo lunghi.

Il buco nero della sanità: Maglia nera la Calabria


Che la sanità italiana peccasse di inefficienza era noto ai più. Ma oggi l'Aiop, l'associazione che riunisce gli ospedali privati, ha provato a quantificare le "mani bucate" della salute della penisola. Ed ecco cosa ha scoperto: gli ospedali pubblici italiani sprecano oltre il 29% dei finanziamenti, pari a circa 13 miliardi di euro l'anno. E la maglia nera va alla Calabria dove l'inefficienza ammonta al 46,4%. Una fotografia puntuale contenuta nel IX Rapporto "Ospedali e salute 2011", presentato a Roma, che è stato redatto dall'associazione guidata da Enzo Paolini in collaborazione con Ermeneia - Studi & Strategie di sistema.

Il Veneto sorpassa la Lombardia 
Se si guarda alle singole regioni, i risultati cambiano anche di molto e ci sono alcune sorprese: infatti, nonostante il Nord testimoni in generale una maggiore capacità di gestione delle risorse, anche qui il margine di spreco è cresciuto in confronto alla precedente rilevazione: 21,8% rispetto al 20,5%. A sorpresa la Lombardia perde il primato di regione più efficiente d'Italia (19,3% contro il 16,9% dello scorso anno) e cede il posto al Veneto (17,2% contro il 18,1%). Mentre si trova un lieve miglioramento per il Centro Italia, che guadagna un punto percentuale (l'inefficienza passa dal 33,4% al 32,8%), è pressoché stabile l'inefficienza delle regioni del Sud. In particolare, migliorano leggermente due delle regioni sotto commissariamento: il Lazio (41,3% rispetto al 43% dell'anno scorso) e la Campania (41,7% contro il 42,4%).

La Calabria maglia nera, nel Lazio i maggiori sprechi 
Il Lazio resta, tuttavia, in termini assoluti la regione con i maggiori sprechi (1,9 miliardi di euro). Il peggior risultato, però, ancora una volta, va alla Calabria, che spreca quasi la metà del denaro che riceve (46,4%), facendo addirittura peggio dell'anno scorso. «L'intento dell'indagine sulle inefficienze, è bene sottolinearlo - spiega Nadio Delai, presidente di Ermeneia - non è puntare il dito contro gli amministratori degli ospedali pubblici, quanto fare un'operazione di servizio che possa essere strumento di riflessione e di lavoro per il pubblico e per gli addetti ai lavori. 
Il rapporto di quest'anno testimonia, ancora una volta, che le risorse economiche a disposizione non sempre vengono utilizzate nel migliore dei modi». 

Paolini: serve riforma strutturale del sistema 
«Di fronte all'immagine restituita dal rapporto - commenta Paolini - e considerata la situazione dei conti pubblici, c'è da chiedersi se i tagli lineari siano davvero l'unica strada percorribile. Bisognerà invece pensare a una vera e propria riforma strutturale che possa, nel medio periodo, rispondere alle esigenze del Paese, garantendo un sistema sanitario universalistico che tenga ferma la centralità della persona ma che abbia al suo interno meccanismi per l'ottimizzazione dei costi». «Per fare ciò - conclude Paolini - la proposta dell'Aiop è l'introduzione del principio della terzietà dei controlli per superare il conflitto che vede lo Stato nel ruolo di regolatore, operatore e controllore delle strutture, proprie e altrui, per dare trasparenza ai bilanci pubblici e revisionare i sistemi di finanziamento e accreditamento in una logica di sistema misto pubblico/privato che possa dare un'offerta unitaria sul territorio ed elevare la qualità delle prestazioni a costi sostenibili».

I criteri usati per scattare la fotografia dell'inefficienza 
Per la valutazione delle inefficienze sono stati messi a confronto i finanziamenti pubblici per la gestione ordinaria ricevuti dalle aziende ospedaliere con la stima del valore economico delle prestazioni erogate in base all'applicazione dei Drg (raggruppamenti omogenei di diagnosi, che fissano il costo standard di ciascuna prestazione). La simulazione fornisce l'"inefficienza sommersa" dell'ospedalità pubblica, spiega l'Aiop. Sui calcoli influiscono fattori molto diversi riferibili non solo a un uso poco efficiente delle risorse, ma anche alla presenza di particolari vincoli legati alla morfologia del territorio o alla fornitura di servizi più ampi e migliori per i pazienti, che il singolo Servizio sanitario regionale può promuovere. 

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-01/buco-nero-sanita-miliardi-153520.shtml?uuid=AaMV3LQE




giovedì 1 dicembre 2011

Maroni: "Padania è nella Carta Ue"




21:53 - Per Roberto Maroni la Padania è già prevista dall'Europa. "Lo statuto della Lega definisce l'indipendenza della Padania, che come macro-Regione è un concetto definito dalla Costituzione europea". "Noi - continua Maroni - proponiamo un'Europa più unita e più salda che abbia come cellule di base non gli Stati ma le Regioni. Non c'è nulla di antieuropeista".