domenica 22 luglio 2012

Nuova priorità del Pd: cancellare il reato di immigrazione clandestina

di Riccardo Ghezzi


Secondo Marco Paciotti, responsabile del Forum immigrazione del Pd, “Cancellare il reato di immigrazione clandestina è un fatto di civiltà e di democrazia e il Pd conta di riuscire ad ottenere questo risultato”. Andrea Orlando, responsabile giustizia del Pd, ha ribadito: “Il reato di clandestinità è stato sostanzialmente svuotato dalle pronunce della Corte europea, ma esiste e continua a campeggiare come elemento di abominio nell’ordinamento italiano. E’ un residuo archeologico di una stagione, quella della maggioranza Pdl-Lega, che fortunatamente si è conclusa, tuttavia ha ancora un forte valore simbolico”. Due dichiarazioni pronunciate durante la presentazione della Festa nazionale della giustizia, in programma ad Abano Terme fino al 30 luglio.
Stando ad un comunicato diffuso dall’agenzia TMNews, il Pd ha inoltre annunciato l’intenzione di presentare un emendamento al disegno di legge governativo sulla depenalizzazione e le misure alternative, all’esame della commissione Giustizia della Camera, per aggiungere i reati discendenti dalla Bossi-Fini nella lista di quelli da cancellare.
Dunque, una nuova offensiva pro clandestini da parte del Pd, in un periodo in cui le priorità sono altre: crisi economica, disoccupazione, imprese che chiudono, famiglie che faticano a pagare le troppe tasse. Un’Italia che sta affondando, a colpi di manovre “sacrifici e lacrime e sangue” e che di tutto avrebbe bisogno ma farebbe certo volentieri a meno di eterni dibattiti sulla questione clandestinità.
Chiaro l’intento di fare propaganda da parte del Pd, conquistando quella frangia di elettorato anti-razzista militante ma anche, possibilmente, i voti degli stranieri.  Il problema è che sia Marco Paciotti sia Andrea Orlando fanno disinformazione, tanto per cambiare: innanzitutto la Corte Europea non si è mai pronunciata contro il reato di clandestinità, peraltro previsto in altri stati dell’Ue, ma solo l’obbligatorietà dell’azione penale.
Secondo la Corte Europea, la quale si è pronunciata su un singolo ricorso, la detenzione deve essere prevista come ultima ratio in centri appositi, non nelle prigioni destinate ai detenuti comuni. Nessuna “bocciatura” del reato di clandestinità voluto nel 2009 dall’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni, come è stato riportato su tutti i giornali e soprattutto fatto credere dall’opposizione di centro-sinistra. Semplicemente, pronunciandosi sul “caso El Dridi” (dal nome dell’immigrato che aveva presentato ricorso), la Corte Europea ha ritenuto che la detenzione dell’immigrato rappresentasse una misura sproporzionata ed un ostacolo al rimpatrio.
Come il Pd dovrebbe sapere, il reato di clandestinità è previsto in altri stati dell’Ue: Belgio, Finlandia, Estonia, Lettonia, Slovacchia, Regno Unito, Germania, Francia e Danimarca. Perché l’Italia dovrebbe essere diversa?

http://www.qelsi.it/2012/nuova-priorita-del-pd-cancellare-il-reato-di-immigrazione-clandestina/

venerdì 20 luglio 2012

Al Senato blitz della Lega e del Pdl. Colpito il principio di unità nazionale

Un emendamento presentato dal Carroccio, e firmato da Roberto Calderoli, abolisce il principio di "unità giuridica o economica della Repubblica". Un paletto per gli interventi del governo centrale sulle Regioni. Pd e Idv e le ragioni dell'Aventino. Bersani: "Quello che accade è indecoroso"
ROMA - Democratici e Italia dei Valori ancora fuori dall'Aula 1. E Lega e Pdl danno vita all'ennesimo blitz sulle riforme. E dopo il semipresidenzialismo, stavolta a essere messo in discussione è addirittura il principio di unità "giuridica ed economica della Repubblica". L'aula del Senato ha infatti approvato un emendamento della Lega alle riforme che di fatto fa saltare il principio di "unità giuridica o economica della Repubblica" nell'ambito dell'attività legislativa delle camere. Durante le votazioni sull'articolo 7, passa, con i voti del Pdl e del Carroccio, un emendamento a firma di Roberto Calderoli e Sergio Divina che sopprime una clausola di salvaguardia che costituiva una deroga al monocameralismo per le materie del senato federale.

Il blitz del Carroccio. Il comma che salta è il seguente: "la funzione legislativa è altresì esercitata in forma collettiva dalle due camere quando, al fine di garantire l'unità giuridica o economica della Repubblica, il governo presenta al Parlamento un disegno di legge che, nel rispetto dei principi di leale collaborazione e di sussidiarietà, interviene nella materia attribuite alla potesta legislativa regionale". Nei fatti la soppressione della norma è anche un 'paletto' al governo centrale di intervenire sulle questioni regionali con un voto che passi
da entrambe le camere. La competenza nei fatti sarà solo del senato federale. Il Pd e l'Idv non erano in aula avendo scelto l'Aventino. Sulla norma Calderoli è stato contrario il Terzo Polo. Anche coesione nazionale non l'ha appoggiata: si è astenuta; e al senato vale come voto contrario.

Il calendario. Le votazioni sulle riforme riprenderanno martedì. E mercoledì è previsto il voto finale. Nulla di fatto per oggi sul semipresidenzialismo visto che gli articoli del Pdl per l'elezione diretta del capo dello Stato sono depositati all'articolo 9. Il partito democratico ha però fatto sapere che mercoledì saranno di nuovo in aula per il voto finale.

Le ragioni dell'Aventino.
Il gruppo del Pd ha abbandonato l'Aula del Senato "perchè il Pdl ha rotto l'accordo sulle riforme costituzionali, con la presentazione dell'emendamento sul semipresidenzialismo che gli serve per propaganda elettorale". Così Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato. "Con la presentazione di questo emendamento, infatti è stato tradito un accordo preciso sulle riforme costituzionali, con il risultato che le altre riforme sono finite su un binario morto". E Pierluigi Bersani aggiunge: "Indecoroso quanto sta accadendo al Senato sulle riforme. In un'intervista a Youdem, Pier Luigi Bersani, torna sullo scontro a palazzo Madama sulle riforme. Pdl e Lega, attacca il segretario del Pd, stanno bloccando i lavori del Senato su "una bufala istituzionale". "Questo è un fatto indecoroso che ha pochi precedenti. Si sta realizzando un'altra maggioranza con Pdl e Lega che vanno avanti ad inseguire, come nulla fosse, la bandiera propagandistica del presidenzialismo".

http://www.repubblica.it/politica/2012/07/19/news/al_senato_il_blitz_della_lega_salta_la_norma_che_salvaguardia_l_unit_nazionale-39339333/

SVILUPPO: LEGA, CONCESSIONI IDROELTTRICHE ALLE REGIONI UN’ASSICURAZIONE PER I TERRITORI DEL NORD


“Abbiamo ottenuto un risultato importante, un’assicurazione per lo sviluppo dei territori del Nord”. 

Lo scrivono in una nota congiunta i deputati della Lega Nord, Jonny Crosio e Gianni Fava, commentando il via libera nelle commissioni Finanze e Attività produttive all’articolo 37 del decreto Sviluppo per cui saranno le Regioni, e non lo Stato, a indire le gare per il rinnovo delle concessioni per le grandi derivazione idroelettriche.

“È stato un risultato tutt’altro che scontato per la volontà del governo di garantirsi risorse in un momento in cui ha necessità di fare cassa. Sull’offerta economica delle aziende prevarrà la compensazione territoriale che si tradurrà nella realizzazione di opere accessorie, e il venti percento dei canoni che le Regioni trasferiranno ai territori sarà utilizzato per ridurre il costo della bolletta elettrica di cittadini e imprese. È stato fatto il massimo possibile per tutelare e garantire la parte produttiva del Paese, il giusto riconoscimento per quanto ci viene tolto”.