sabato 15 ottobre 2011

IL CAV FACCIA UN PASSO DI LATO, L'IDEA ALTERNATIVA DI MARONI


Il Cav faccia un passo di lato L'idea alternativa di Maroni
Libero-news.it
S
e l'opposizione non fa altro che invocare le "dimissioni" del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per poi dividersi sul dopo tra governi tecnici e elezioni anticipate, i più vicini al premier spingono per "resitere" e giocare fino in fondo la sfida, concludendo la legislatura. Se dunque "elezioni anticipate" o "fine mandato" sembra diventare sempre più un bivio obbligato, c'è un politico che presenta una terza via: "il passo di lato". Che non è un "passo indietro" perché chi propone questa strada, il Cav lo conosce bene e sa che per lui le dimissioni sono una soluzione impraticabile e una parola impronunciabile. L'idea è del leghista Roberto Maroni ed è riassumibile in un concetto tutto Berlusconiano: "Un'operazione lampo che mira a prevenire e anticipare i tempi".

Il passo di lato - 
Secondo il dirigente della lega con Angelino Alfano a Palazzo Chigi, il Cavaliere sarebbe nelle condizioni di tornare ad essere un leader politico "che è il ruolo dove ha sempre dato il meglio di sè". Ecco a cosa servirebbe quel "passo di lato" di Berlusconi: prevenire e anticipare il gioco, consentendo al Cavaliere di condurlo, evitare un eventuale "passo indietro" coatto e affidargli ancora il primato dell'alleanza. Ultimo ma non  meno importante metterebbe con le spalle al muro i centristi e tenedo ancora in pugno il suo partito, bloccherebbe le spinte centrifughe nel Pdl già minato nella sua unità dalla richiesta delle pèrimarie.

Fino al 2013 -
 Ma l'idea del Cav è un'altra. Nonostante una maggiornza parlamentare risicata e sempre più instabile, il premier ritiene che se "Prodi è riuscito a reggere per due anni con un solo voto di scarto al Senato, noi possiamo andare avanti per diciotto mesi con dieci voti di vantaggio alla Camera". Il tempo necessario per "costringere Casini all'intesa" con la candidatuira di Alfano a Palazzo Chigi e soprattutto con una legge elettorale che faccia piazza pulita di opzioni terzopoliste". Una ipotesi ai limiti dell'azzardo ma di cui il premier è certo.

giovedì 13 ottobre 2011

Lombardia - Prima riunione Comitato ristretto su costi della politica, Cecchetti: “Non sia solo la Lombardia a tagliare"


Prima riunione del Comitato ristretto delle Commissioni Bilancio e Affari Istituzionali sulla riduzione dei costi della politica in Regione Lombardia. Nel merito è intervenuto il Presidente della Commissione Bilancio, Fabrizio Cecchetti.

“Esprimo soddisfazione – commenta Cecchetti – per la prima riunione del Comitato ristretto dedicato alla riduzione dei costi della politica in Lombardia. Nonostante la nostra Regione sia quella che vanta il minor peso pro capite sulle spalle dei contribuenti, è giusto fare la propria parte per razionalizzare il più possibile le spese.
A questo punto però l’auspicio è quello di non essere gli unici ad intervenire su questo versante. E’ imperativo infatti che realtà regionali meno virtuose di noi, in particolare al Mezzogiorno, seguano l’esempio lombardo e taglino gli sprechi, non soltanto della politica ma anche di una burocrazia obesa e spesso inutile. Ad esempio, è di oggi la notizia di una dirigente della Regione Sicilia che, grazie ad una promozione firmata dal marito, è passata da 5000 a 15.000 euro mensili di stipendio, un’enormità. Restando sempre in terra sicula i dipendenti regionali superano le 18.000 unità, cifre che fanno provare vergogna se rapportate con quelle di una Regione come la Lombardia che ha un organico di circa 3100 persone. Cosa dire poi delle 226 auto blu in capo, già nel 2009, a Regione Campania? Senza scordare poi la situazione catastrofica della sanità calabrese dove, nonostante tutto, si continua ogni anno a mantenere in vita un esercito formato da migliaia di forestali.”
In definitiva – chiosa Cecchetti – o tutti si impegnano nel contenimento dei costi regionali di politica e burocrazia, oppure qualsiasi intervento isolato, come quello della nostra Regione, rischia di essere completamente vanificato dall’atteggiamento di classi politiche che hanno avuto troppo senza dare in cambio nulla.”

Il Sel "lucra" anche sulla morte di Steve Jobs Ma Nichi si arrabbia, per lui è troppo capitalista


In giro per Roma sono apparsi dei cartelli di Sel che ricordano il fondatore della Apple e lucrano sulla sua morte. Scoppia la protesta in rete e Nichi Vendola prende le distanze dall'accaduto e liquida tutto come un incidente percorso della federazione romana del suo partito


Da Che Guevara a Steve Jobs? Per qualche ora è sembrato che la sinistra di Nichi Vendola avesse deciso di passare dal rivoluzionario (con le armi) di Cuba al rivoluzionario (col mouse) di Cupertino. Il caso, riportato dal sito Dawblog , è questo: nella Capitale sono apparsi alcuni manifesti neri con la mela morsicata della Apple. Non ci sarebbe niente di strano, se la mela non fosse "cucinata" in salsa vendoliana. Al centro del simbolo della Apple la scritta: "Sinistra ecologia e libertà con Vendola" e sotto: "Ciao Steve". Alla faccia dello sciacallaggio: per portare acqua al mulino di Vendola la federazione romana di Sel scomoda pure i morti. E che morti. Perché alla fine dei conti Steve Jobs non è esattamente Karl Marx, ma un imprenditore che ha accumulato un capitale stupefacente, capitanato un bel numero di multinazionale, licenziato dipendenti e delocalizzato il lavoro per pagare meno la manodopera. In poche parole: un normale imprenditore. 


I manifesti hanno fatto velocemente il giro di blog e siti d'informazione, fino ad arrivare al presidente della Regione Puglia. Che pare non aver preso molto bene l'attacchinaggio creativo dei "compagni" romani. "Il genio di Steve Jobs ha cambiato in modo radicale, con le sueinvenzioni, il rapporto tra tecnologia e vita quotidiana. Tuttavia fare del simbolo della sua azienda multinazionale - per noi che ci battiamo per il software libero - un’icona della sinistra, mi pare frutto di un abbaglio". Ecco, appunto, il software libero. Che non c'entra proprio nulla con la Apple che con buona probabilità è il software più blindato del pianeta. Per intederci: Richard Stallman - che è il filosofo del software libero -, ha festeggiato la morte di Jobs comunicando al mondo la sua gioia per la scomparsa del re di Cupertino. Ma queste sono inezie. "Penso che il manifesto della federazione romana di SEL, al netto del cordoglio per la scomparsa di un protagonista del nostro tempo, sia davvero un incidente di percorso. Incidente tanto più increscioso in quanto proprioin questi giorni nella mia regione stiamo per approvare una legge che, favorendo lo sviluppo e l’utilizzo del software libero segna in modo netto la nostra scelta". Insomma Nichi licenzia tutto l'accaduto come lo scivolone dei vendoliani romani. Ma intanto lo sciacallaggio è stato fatto.